The Netherlands, an outsider's view.

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Due giorni con Guerilla Kitchen. Ad Amsterdam si combatte lo spreco alimentare

di Francesca Spanò

Video: Martina Bertola

Ad Amsterdam c’è un collettivo che combatte lo spreco alimentare. Si chiama Guerilla Kitchen e porta avanti una protesta pacifica anti-spreco, procurando un pasto serale a settimana e “riciclato” ai cittadini della capitale.

Il tema dello spreco rappresenta, ormai da qualche anno, una delle problematiche principali legate alla produzione, alla distribuzione e al consumo di cibo. Secondo studi condotti dall’UE, circa 100 milioni di tonnellate di cibo sono sprecate ogni anno nel solo territorio Europeo. Con un certo grado di variabilità a seconda dei paesi e dei settori,  più del 40% è da ricondurre a sprechi a livello del dettaglio o del consumatore.

Il dato era già stato riportato da uno studio condotto dalla FAO nel 2013 e denominato Food Loss and Waste Reduction, che misurava l’impatto ambientale degli sprechi sia a valle, in fase di produzione, sia a monte, in fase di distribuzione. La ricerca parla chiaro: sarebbero gli stessi rivenditori, dai grandi supermercati, ai piccoli shop locali, ai banchi del mercato, a poter dare un contributo significativo, attraverso il “ri-uso” di cibo. Non solo ridurre il prezzo di quello considerato “imperfetto”, ma anche, e concretamente, donarlo a chi ha bisogno o a chi può farne buon uso.

I ragazzi di Guerilla Kitchen sembrano aver colto alla lettera il monito, invitando ogni settimana grandi e piccoli rivenditori a donar loro cibo destinato alla spazzatura, con cui poi organizzano una cena. “Il problema di base sono gli standard elevati che rivenditori e supermercati hanno sul cibo da buttare. Se è brutto, ad esempio, va sprecato. Ma quello che è brutto per loro, può essere buono per qualcun altro“, racconta Gerda, una delle fondatrici del progetto, nato circa un anno fa.

Il menù, naturalmente, è variabile, così come il costo, dato che ognuno è libero di lasciare una donazione per il pasto consumato. All’uscita, i commensali sono poi invitati a portare a casa frutta e verdura non utilizzata per la cena. “Non si butta via niente“, conclude ancora Gerda.

A 31mag.nl, incuriositi dall’iniziativa, abbiamo trascorso 2 giorni in compagnia della “cucina sociale” di Guerilla Kitchen. Ecco la videostoria.


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