I dottori nei Paesi Bassi temono di essere portati in giudizio perché regolarmente forniscono ai pazienti cure che non sono necessarie, secondo un’inchiesta dell’NRC.

La ricerca, eseguita per conto di due dottori che fanno parte della consulta medica della ricerca presso l’Università di Tilburg, include domande fatte a più di 1.100 operatori sanitari.

In totale, quattro dottori su cinque hanno affermato di prescrivere cure che loro non considerano essere la migliore soluzione e quasi sette su dieci hanno dichiarato che regolarmente hanno consigliato ai pazienti dei trattamenti per “dare loro la sensazione che tutto il possibile fosse stato fatto”.

Due terzi dei dottori che hanno preso parte alla ricerca hanno denunciato l’emergere della “cultura del reclamo” nei Paesi Bassi, come già accaduto negli Stati Uniti.

In particolare, i dottori si riferiscono ai reclami di quei pazienti che sostengono che non siano tentate tutte le misure terapeutiche possibili, sebbene i medici sappiano che alcune non avranno alcun effetto.

Pressione

La NRC sostiene che i camici bianchi siano sotto pressione per due motivi. Da un lato i pazienti e i loro famigliari vogliono più cure e si fidano meno delle valutazioni dei medici. Dall’altro, il governo e le compagnie di assicurazione sanitaria vogliono che vengano prescritte meno cure ma stanno imponendo regole che guidano i costi.

La famiglia della dottoressa  Chantal van het Zandt di Rotterdam ha detto che i pazienti ora devono essere visitati da uno specialista prima di ricevere assistenza sanitaria. “Questa è un inutile, costosa richiesta da parte delle compagnie assicurative”.

Allo stesso tempo i pazienti stanno chiedendo di essere rimandati alle visite di uno specialista, sebbene non ci sia alcun bisogno” ha concluso Chantal.