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Una nuova sentenza riaccende il dibattito sulla doppia cittadinanza, come riporta l’associazione SNBN. La Corte suprema di giustizia amministrativa olandese, Raad van State, stabilisce che i cittadini con doppia cittadinanza rischiano di perdere il passaporto olandese se risiedono al di fuori dell’Unione Europea da almeno dieci anni.

Ma la norma sarebbe in conflitto con la legislazione europea. In seguito a una decisione della Corte di giustizia dell’UE, il Consiglio di Stato olandese ha dichiarato che la revoca automatica della cittadinanza deve essere valutata caso per caso, considerando che comporta la privazione dello Status di cittadino europeo.

Sebbene il caso in sé non sia molto rilevante per gli stranieri – costretti a rinunciare alla propria cittadinanza in favore di quella olandese (eccetto in caso di matrimonio) – potrebbe avviae l’iter per dare il via alle riforme del governo. La comunità degli espatriati olandesi si dice contrariata. L’abolizione delle restrizioni sulla doppia nazionalità apporterebbe benefici sia agli olandesi che agli stranieri che vivono nei Paesi Bassi, dice l’avvocato per l’immigrazione Jeremy Bierbach.

RIFORME

Nel 2017, il governo ha sancito un accordo con il quale si impegna a rivedere le norme attuali. Le nuove proposte sarebbero dovute arrivare la scorsa primavera, ma in quel momento le revisioni erano ancora in corso. Inoltre, dipendevano in parte dalla giurisprudenza del caso Tjebbes, adesso concluso. Il governo ha ora quattro mesi per rispondere all’ultima sentenza e stabilire se la revoca della cittadinanza fosse effettivamente motivata.

La sentenza Tjebbes segna la svolta: per la prima volta la legislazione europea in materia di cittadinanza è stata considerata superiore a quella olandese, ha dichiarato l’avvocato Elles Besselen di Everaert Advocaten.  Il Consiglio di Stato ha confermato che la legge olandese deve essere modificata.

La fondazione SNBN, che rappresenta gli interessi dei cittadini olandesi all’estero, ha accolto con favore la decisione del Consiglio di Stato. “Ora chiediamo al governo di considerare questa sentenza come un’opportunità per rivedere le regole sulla cittadinanza e di aggiornarle al 21° secolo.”