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ART

Dopo il restauro riapre al pubblico l’enorme scultura del Kröller-Müller Museum

CoverPic | Name: Jardin d’émail | Kunstenaar: Jean Dubuffet | Jaar: 1974 | Author: Dqfn13 | Source: Wikimedia | License: CC 3.0

Dopo quattro anni di restauro, nel giardino delle sculture del Kröller-Müller Museum a Otterlo ha riaperto anche il Jardin d’émail: l’opera più famosa della collezione è una struttura di cemento bianco e nero lunga trenta metri realizzata dall’artista francese Jean Dubuffet (1901-1985).

Dalla sua inaugurazione nel 1974, milioni di piedi l’hanno calpestata, spiega la direttrice del museo Lisette Pelsers a NRC durante una passeggiata sull’opera d’arte: “All’epoca realizzarla con vernice poliuretanica su cemento fu un tour de force tecnico, ma il drenaggio dell’acqua non funzionava correttamente. Già nel primo inverno la pioggia che non scorreva correttamente, rischiava di danneggiare la vernice”.

Negli anni successivi l’enorme scultura è stata occasionalmente rattoppata fino al recente e accurato lavoro di restauro, iniziato nel 2016 per un valore di 1,4 milioni di euro.

La ricerca è iniziata con una scansione 3D della superficie di calcestruzzo. Una telecamera ha poi percorso il sistema di drenaggio non funzionale ma che non poteva essere rimosso. La soluzione alla fine è stata quella di applicare un secondo sistema di drenaggio al primo.

Il passo successivo è stato quello di stabilizzare la superficie in calcestruzzo. Per poter procedere, sono stati praticati 1100 fori e riempiti con colla e malta, un’iniezione necessaria per rinforzare la struttura.

Il terzo passo è stato quello di rimuovere la vernice. Solo allora ci si è reso conto di quanto fosse danneggiato il cemento.

Quando è scoppiata l’epidemia, gli operai hanno dovuto lavorare rispettando il distanziamento. L’assistente di Dubuffet, che ha supervisionato il montaggio dell’opera nel 1974, è ancora vivo e ha diretto i lavori da remoto.

Pelsers racconta come Dubuffet vedeva questo giardino bianco come un dipinto tridimensionale: un’espressione dell’inconscio e quindi uno sguardo su un mondo alternativo, un’anti-realtà. In esso il Jardin d’émail, con i suoi trenta metri di lunghezza, simbolizza il luogo dove ci si può immaginare in un universo immaginario.