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Dopo il restauro, Dulle Griet di Bruegel torna in esposizione; e i dettagli rivelano storie interessanti

Gli esperti del Royal Institute for Cultural Heritage di Bruxelles hanno lavorato per un anno e mezzo al restauro di Dulle Griet di Peter Bruegel il Vecchio. 

Si tratta di un dipinto di fama mondiale che dopo questo intervento ha guadagnato ulteriore splendore. Il restauro recupera le sfumature blu e verdi del cielo, il che ha conferito all’opera ulteriore rarità e originalità. 

Il raffinato tocco di Bruegel, insieme a numerosi dettagli sorprendenti, è rimasto nascosto per decenni sotto strati di pittura e vernice ingiallita. L’originale ricchezza dei colori è ora di nuovo visibile e l’opera appare straordinariamente fresca. Grazie a questo intervento, si rende ancora una volta giustizia alle incredibili qualità artistiche del pittore.

La ricerca multidisciplinare condotta dal team del KIK-IRPA ha anche evidenziato nuove informazioni di cui prima nessuno era a conoscenza. Dulle Griet non risale al 1561, come si è sempre pensato, bensì al 1563 – anno in cui Bruegel si sposò e si trasferì da Anversa a Bruxelles. Inoltre, l’attrezzatura ad alta tecnologia dell’Istituto ha permesso di effettuare un’analisi dei vari strati del dipinto. Bruegel non ha mai inciso in realtà le letter ‘Dul’, che danno il titolo all’opera.

Sembra proprio che i misteri che aleggiano intorno alla figura di Bruegel siano sempre più frequenti; la tela restaurata è stata esposta al Kunsthistorisches Museum di Vienna. Dulle Griet ha fatto poi ritorno al Museum Mayer van den Bergh di Anversa la scorsa primavera.

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