Sarebbero le donne, più che gli uomini, il gruppo maggiormente esposto ai sintomi da burnout. Lo dicono gli studi di Statistiche Oalndesi e TNO. Sono in particolare le giovani donne di età compresa tra i 25 e i 35 a soffrire più frequentemente di stress lavorativo.

Nel 2016 circa il 15% degli impiegati nei Paesi Bassi ha sofferto di esaurimento nervoso. Almeno un paio di volte a settimana, si sentivano emotivamente esausti a causa del lavoro – tornavano a casa spossati e prosciugati, o dovevano forzarsi ad alzarsi al mattino. Stando all’ufficio statistiche, questi disagi diventano comuni quando aumentano le ore di lavoro e i single sarebbero più facilmente esposti a esaurimenti rispetto a coloro che hanno partner o figli.

Sono le donne tra i 25 e i 35 anni quelle statisticamente più esposte al burnout rispetto sia a quelle più adulte che agli uomini. Nel 2016, era il 18% di donne in quella fascia d’età a lamentare sintomi di esaurimento. Lo stesso discorso vale per gli uomini dai 25 ai 35: è il 16% a soffrire di stress, una percentuale maggiore rispetto a quelli più adulti. Secondo l’ufficio statistiche ciò accade perché le persone di quell’età spesso lavorano per più ore e facilmente sono single.

Paragonando però uomini e donne, sono quest’ultime a soffrire più facilmente di esaurimenti nervosi.

Statistiche Olandesi attribuisce la causa di questo affaticamento psicologico al lavoro, o ancora più spesso al fatto che le donne, rispetto agli uomini, devono lavorare più sodo, velocemente e hanno molte più cose da gestire. Spesso le donne sentono di non potersi esprimere molto sull’andamento o il ritmo del lavoro. Sono i settori sanitari e ed educativi quelli in cui le donne sono più presenti, in questi ambiti solitamente gli impiegati sono messi sotto pressione e hanno scarsa autonomia.