La donna armena deportata lunedì senza i suoi figli, ora nascosti nei Paesi Bassi, era stata informata dal 2009 che avrebbe dovuto lasciare il paese ha detto il sottosegretario uscente alla giustizia Klaas Dijkhoff lunedì sera.

L’espulsione della donna, che ha vissuto nei Paesi Bassi per nove anni con i suoi figli di 11 e 12 anni, è stata condannata dalle organizzazioni per i diritti umani e dei diritti dell’infanzia. Dijkhoff ha detto che la donna aveva provato più volte a fare ricorso per rimanere nei Paesi Bassi, ma che tutte le richieste erano state respinte.

Il suo caso è stato valutato “di volta in volta” in tribunale e i giudici si sono sempre pronunciati contro di lei dice l’emittente NOS.

Anche se separare una madre dai suoi figli è una decisione di grande portata “la madre ha purtroppo deciso di non lasciare i suoi figli”, ha detto, aggiungendo che i Paesi Bassi sono pronti a riunire la famiglia il più presto possibile. I bambini sono nati in Russia e non hanno mai vissuto in Armenia. Né parlano la lingua.

Secondo alcuni rapporti, la donna è nata in Azerbaigian e non ha mai vissuto in Armenia ma ha nazionalità armena. I bambini non sarebbero rientrati nella sanatoria per i minori rifugiati perchè la madre avrebbe fatto ricorso contro gli ordini di espulsione: una delle condizioni, infatti, è che il richiedente asilo abbia cooperato alla sua deportazione.