Il divieto annunciato all’improvviso sul divieto di jet privati all’aeroporto di Amsterdam ha preso una brutta piega con molti imprenditori che lavorano nel settore e che ora minacciano Schiphol di voler affrontare la questione davanti ad un giudice, dice BNR Radio.
‘La questione è se questo sia legalmente consentito’, dicono alcuni. Ad annunciare ieri il divieto è stato il SEO dell’aeroporto nazionale, Ruud Sondag, in un’intervista ad Algemeen Dagblad. “Vogliamo sbarazzarci dei 17.000 voli aziendali all’anno dalla fine del 2025”, ha affermato Sondag. Secondo un comunicato stampa pubblicato successivamente da Schiphol, i voli privati causano “inquinamento acustico ed emissioni di CO2 sproporzionati” e i jet sono utilizzati principalmente per il traffico turistico verso destinazioni come Ibiza, Cannes e Innsbruck.
Ma l’industria del traffico aereo privato non vuole sentire ragioni: i jet privati ad Amsterdam devono rimanere. Oltre ai proprietari e ai gestori dell’aeromobile, si tratta di ristoratori, società di collegamento del trasporto terrestre e di noleggio che dubitano fortemente delle intenzioni dello scalo della capitale: Ronald Wüstefeld, comproprietario di Aerodynamics, vede il divieto come una sorta di sfida, dice a NOS. Ma se dovesse accadere, allora deciderà un giudice.
Anche l’associazione di categoria dei piloti privati, la European Business Aviation Association, denuncia la mancanza di consultazione da parte dell’aeroporto e afferma in una risposta di ritenere “irrituale” l’annunciato divieto. Vietare l’aviazione business a Schiphol potrebbe comportare una significativa perdita di reddito per l’economia olandese. Secondo l’EBAA, i jet privati rappresentano un nulla sul piano delle emissioni e l’intera categoria dei jet privati all’aeroporto di Amsterdam già si muove per fare lobby alla politica nel tentativo di evitare il tribunale.
Il numero di voli privati a Schiphol ha battuto i record lo scorso anno: l’ultimo giorno del Gran Premio di Zandvoort, l’aeroporto ha registrato 120 movimenti in un giorno, più che mai, dice BNR.







