Tre anni dopo l’ingresso del divieto di burqa in Olanda, i dati della polizia nazionale olandese, in possesso del canale televisivo RTL Nieuws, mostrano un quadro abbastanza controverso: se da un lato non è stata comminata alcuna sanzione in questi tre anni, dall’altro minacce insulti a donne che indossano il burqa sarebbero aumentati, dice il canale televisivo.

Il divieto di coprirsi il viso in pubblico, definito divieto di burqa nel linguaggio comune, entrato in vigore tre anni fa oggi. La misura, fortemente voluta dal PVV, movimento islamofobo e populista di Geert Wilders, è è stata introdotta dopo 14 anni di dibattito.

Che la norma fosse controversa perché limitazioni costituzionali ne impediscono l’applicazione in luoghi che non siano uffici pubblici, e che fosse difficile da applicare soprattutto perché appena una manciata di donne indossa il niqab in Olanda, era chiaro fin dall’inizio. In molti, soprattutto i partiti di sinistra avevano sottolineato l’inconsistenza del provvedimento.

Tuttavia, un dato certo, e molto preoccupante è che dall’introduzione della norma nel 2019 sarebbero aumentate in maniera drastica le denunce per molestie  razzismo legate a chi indossa il niqab.

E si tratterebbe del risultato di un’indagine condotta dal Ministero del Lavoro: molte donne hanno iniziato ad evitare i trasporti pubblici, da quando è stato introdotto il divieto. Altre avrebbero addirittura evitato l’assistenza sanitaria per timore di essere aggredite. E se il numero di donne che indossava il niqab era già nell’ordine delle duecento in tutti i Paesi Bassi, stando ad una stima effettuata dal Ministero del Lavoro oggi si tratterebbe di appena 150.

La legge introdotta nel 2019 è stata considerata da molte parti appena una norma manifesto: la sua applicazione si limita, infatti, ai mezzi pubblici e alle università.

Alcuni comuni, tra i quali quello di Amsterdam, hanno deciso di non applicarla.