The Netherlands, an outsider's view.

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CULTURE

Diversità e arte: che origini hanno i dipendenti dei musei olandesi?

L’Olanda è ricca di musei dedicati all’arte, da quello su Van Gogh al Rijksmuseum, da quello su Escher al Kröller-Müller Museum. Ma quanto è eterogeneo il loro personale? Che origini hanno i loro dipendenti?

Cosa dicono i numeri

Nei paesi anglofoni come gli Stati Uniti e il Regno Unito, ci sono molti curatori di colore nei musei importanti. Nei Paesi Bassi la situazione è un po’ diversa. NRC ha parlato con nove direttori e intervistato studiosi, scienziati e curatori che lavorano nei più importanti musei del Paese. Dei 231 dipendenti che occupano posizioni di rilievo, come ad esempio i curatori, solo 6 hanno origini non occidentali. Sono impiegati nel Museo Van Abbe di Eindhoven, il Kunstmuseum dell’Aia e il Rijksmuseum di Amsterdam. Si tratta solo del 2,6%.

Tra i consigli di sorveglianza dei musei la percentuale arriva al 6%, ma è comunque bassa. Aumenta in modo più significativo in settori come la sicurezza, la tecnologia o la ristorazione.  In verità, dopo la pubblicazione della ricerca di NRC si è aggiunta alla lista una settima figura: Yvette Mutumba è stata recentemente nominata curatrice dello Stedelijk Museum di Amsterdam.

Le cifre sono chiare, ma ciò non significa che non ci siano stati sforzi per combattere la mancanza di diversità nelle arti. Nel 2011 è stato introdotto un codice, aggiornato nel 2019 e noto come “Code Diversiteit en Inclusie”, che affronta il tema della diversità rispetto a quattro aree principali: pubblico, programma, partner e personale.

Registrare in base all’etnia: giusto o sbagliato?

NRC ha anche intervistato la storica Patricia D. Gomes, che da anni si occupa di razzismo istituzionale. Secondo Gomes, le istituzioni sostengono che nei Paesi Bassi non si registra l’etnia delle persone perché sarebbe un tentativo di profilazione razziale. In questo modo non tengono conto di quante persone con background non occidentale ci siano. Per la storica, questo è un problema: “Non misurare vuol dire non sapere, e non sapere vuol dire non dover fare nulla contro l’esclusione su base razzista”.