I Paesi Bassi, una nazione solida in un mondo instabile. Il discorso del sovrano in occasione del Prinsjesdags 2017 si è soffermato sui successi dell’Olanda in ambito economico, sulla riduzione del tasso di disoccupazione e sulle rosee prospettive per il 2017, sottolineando come il Paese sia “un luogo attraente e ricco, con eccellenti infrastrutture e un solido sistema giuridico”. Sul piano politico, causa le prossime elezioni, il re ha evitato discorsi su future politiche limitandosi ad un invito a contrastare la minaccia terroristica.

Quanto all’Europa, il sovrano ha parlato solo in termini di crescita e integrazione economica, senza alcun accenno a questioni sociali.

Willem Alexander si è espresso anche a proposito della questione rifugiati: “Sebbene sia nella natura olandese fare il possibile per coinvolgere i nuovi arrivati è logico ci sia dibattito a proposito della loro integrazione. Ci domandiamo, però, se le differenze culturali non siano troppo grandi e le nostre infrastrutture non vengano messe troppo sotto pressione dall’alto afflusso”. In questo senso, il re ha confermato che ai richiedenti asilo verrà data accoglienza ma frugale.

Dal prossimo anno, ha annunciato il re, sarà richiesto ai profughi di firmare un “contratto di partecipazione” alla società dove vengono enunciati diritti e doveri.

Polemiche

Il discorso del re viene scritto dalla maggioranza di governo, quindi rispecchia le politiche dell’esecutivo. Critici D66 e CDA con l’immagine “rosea” offerta dal gabinetto del primo ministro: la disoccupazione è un serio problema e la crescita non si riflette nella vita quotidiana. Per Jess Klaver, leader del Groenlinks, le finanze del governo saranno anche in buona salute ma ciò non ha riscontro nel processo di polarizzazione in corso. Dello stesso avviso, ma di segno opposto, Geert Wilders: “le parole del re sono favole. L’islam sta distruggendo la nostra società.” Critico anche l’SP: “immagine irrealistica del Paese”