Amnesty International ha criticato aspramente molti degli Stati Membri dell’Unione Europea, Paesi Bassi inclusi. Lo ha fatto nel suo report annuale presentato giovedì. Secondo l’Organizzazione, i diritti umani sarebbero messi alla prova anche nell’EU.

“In paesi come la Polonia o l’Ungheria, il rispetto dei diritti umani viene messo ancora più in discussione. Ma persino in Francia e nei Paesi Bassi, non è più così scontato” sono le parole di Amnesty riportate nell’Annuario 2017-2018.

I Paesi Bassi, in particolare, vengono criticati per il rinvio in Afghanistan di richiedenti asilo. Il refoulement avviene a discapito delle situazioni di povertà e di pericolo presenti nel paese d’origine. Amnesty si è anche opposta fortemente alla nuova normativa che permetterebbe all’Intelligence e ai Servizi di Sicurezza di estrarre, memorizzare e analizzare il traffico dati dei telefoni dei cittadini su larga scala. Un referendum sulla legge ‘Big Data’ si terrà il 21 di marzo.

Eduard Nazarski, direttore del reparto olandese di Amnesty, ha invitato la Commissione Europea ad accertarsi che tutti gli Stati Membri aderiscano ai loro obblighi in tema di diritti umani. “Solo in questo modo l’UE può impegnarsi per i diritti umani ottenendo credibilità a livello internazionale” dice.