di Alessandro Pirovano
I generali israeliani Benny Gantz e Amir Eshel potrebbero essere giudicati per crimini di guerra di fronte a un tribunale nei Paesi Bassi. E’ questa l’ultima sfida dell’avvocata olandese Liesbeth Zegveld, impegnata da anni con l’agenzia Prakken d’Oliveira a garantire il rispetto dei diritti umani da un angolo all’altro del globo.
Questa volta al centro del suo interesse è finito il caso di un cittadino olandese di origini palestinesi Ismail Ziada che nel 2014 ha visto morire sei componenti della sua famiglia durante l’operazione israeliana “Piombo Fuso” nella Striscia di Gaza. Qualora i due militari si dichiarassero innocenti e rifiutassero di di pagare un risarcimento all’uomo palestinese, Liesbeth Zegveld sarebbe pronta a trascinarli alla sbarra per crimini di guerra di fronte a una corte olandese, facendo appello al principio della “giurisdizione universale”.
Già in passato l’avvocata era riuscita a far passare questo principio, accusando di fronte alle corti olandesi 12 medici libici di tortura e trattamenti disumani nei confronti del dottore palestinese Ashraf al-Hajuj e ottenendo per lui un risarcimento di un milione di euro. In questo caso, invece, l’obiettivo dell’avvocata sarebbe dimostrare come le norme del diritto internazionale umanitario che proteggono i civili durante i conflitti armati non siano state rispettate da Israele durante l’operazione Piombo Fuso.







