Il ministro delle Finanze Jeroen Dijsselbloem chiede un incremento della “corporate tax” Paesi Bassi. In un pezzo pubblicato sul quotidiano AD, a  2 mesi e mezzo dalle prossime elezioni generali, il presidente dell’Eurogruppo lancia un appello a ripristinare l’equilibrio tra aziende internazionali e gli olandesi e tra lavoratori e cittadini che vivono di rendite.

Dijsselbloem è il numero tre nella lista dei candidati al parlamento per il partito laburista e ha sottolineato nel pezzo di aver scritto come potenziale parlamentare, non come un ministro. La stessa posizione è condivisa dal ministro per gli affari sociali Lodewijk Asscher, e candidato premier per il Pvda.

Alla fine di novembre, ha detto Dijsselbloem all’emittente RTL Z, da ministro delle finanze ha detto di essere favorevole al taglio alle imposte sulle società per aumentare la competitività dei Paesi Bassi, come “hub per il commercio internazionale”. Ma ciò può essere fatto, ha chiarito il ministro, solo adottando misure per ridurre l’evasione fiscale, ha detto il ministro.

L’imposta massima sugli utili aziendali nei Paesi Bassi è attualmente del 25%. L’AD sottolinea che il Manifesto del partito laburista richiede una “corporate tax minima” europea ma non un aumento di quella olandese.