The Netherlands, an outsider's view.

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Dieta olandese: ancora troppa carne e troppi sprechi

Le abitudini alimentari dei residenti nei Paesi Bassi sono in media poco salutari e non sostenibili, secondo quanto emerge dal rapporto sul cambiamento dei consumi alimentari realizzato dall’Agenzia olandese di valutazione ambientale (PBL). Per delle abitudini alimentari più sostenibili, gli olandesi dovrebbero consumare una minor quantità di carne e sprecare meno cibo. Spetta poi al governo il compito di adottare delle misure per influenzare queste abitudini collettive, sottolinea la PBL.

“Abitudini alimentari sostenibili” significa ridurre gli sprechi, acquistare prodotti sostenibili e passare a una dieta a base più vegetale. In media, i residenti in Olanda mangiano 98 grammi di carne al giorno, ben oltre i 70 grammi indicati dal Consiglio sanitario. Assumono il 60% delle proteine da prodotti animali e il 40% da prodotti vegetali, mentre la comunità scientifica concorda sul fatto che assumere almeno il 50% delle proteine vegetali è più sano e sostenibile per l’ambiente e il clima.

I residenti in Olanda affermano di voler ridurre il consumo di carne, ma pochi prendono effettivamente questa decisione. Secondo quanto riportato dalla PBL e dal quotidiano Trouw, ciò è dovuto in parte al fatto che la nostra routine alimentare è profondamente radicata nella società: barbecue con gli amici in estate, tacchino a Natale, bistecca al ristorante, hamburger da asporto. Queste routine sono difficili da cambiare a livello individuale.

L’attuale politica del governo è troppo incentrata sull’idea che il consumo è principalmente una scelta individuale. Limitarsi ad informare i consumatori su scelte alimentari più sane ma non insegnare loro a cucinare in modo differente o cambiare l’offerta non basterà per modificare le loro abitudini alimentari. “Le politiche che considerano il comportamento come una scelta individuale implicano implicitamente una grande responsabilità da parte dei consumatori”, ha affermato la PBL. E ciò potrebbe minarne il sostegno.

L’agenzia ha presentato al governo sette punti da seguire per cambiare le abitudini alimentari degli olandesi, profondamente radicate nella cultura del Paese. Nei periodi in cui particolari eventi cambiano della vita degli individui, come l’attuale crisi sanitaria in corso, i consumatori sono più aperti allo sviluppo di nuove routine, secondo la PBL, e il governo può trarne vantaggio. Sperimentare di più nel settore della ristorazione, proponendo un’offerta più ampia a base vegetale, è un’altra opzione molto valida, purché i consumatori vengano prima consultati in merito. Il governo potrebbe inoltre adottare delle misure più restrittive, per esempio limitando l’offerta di carne nei fast food.

Aziende, organizzazioni sociali e influencer potrebbero promuovere stili di vita alimentari più salutari. Secondo la PBL, i modelli di consumo possono essere modificati se il governo si allea con queste parti e lavora adottando un approccio “collettivo, coordinato e simultaneo”.