Negli ultimi anni è in costante aumento la tendenza del Belastingdienst a etichettare le persone come truffatori non solo per quanto riguarda i sussidi e gli assegni familiari erogati ma anche in base alle dichiarazioni delle imposte sul reddito.

Secondo le agenzie di stampa, decine di migliaia di persone sono state bollati come truffatori anche se innocenti – sulla base di una profilazione e di un “sospetto di frode” – e talvolta hanno dovuto combattere contro le autorità fiscali per molti anni.

Era già noto che il fisco olandese aveva erroneamente etichettato un gran numero di genitori come truffatori e di conseguenza aveva sospeso la loro indennità per il sostentamento dei figli. Inoltre, una seconda nazionalità era uno dei criteri utilizzati dall’autorità fiscale per sottoporre le persone a controlli più rigorosi. Secondo RTL e Trouw, queste pratiche si estendevano anche alle dichiarazioni  dei redditi, con il nome in codice “progetto 1043” lanciato nel 2012.

Le indagini sulle frodi sono state avviate contro dei cittadini perché avevano un consulente fiscale che l’autorità fiscale considerava un “facilitatore” delle frodi. Alcune detrazioni hanno innescato un’indagine, tra cui elevati costi sanitari, doni o eccessive spese per la previdenza pensionistica. I sospetti cittadini spesso dovevano pagare somme considerevoli in oneri fiscali supplementari, poiché le franchigie precedentemente approvate venivano respinte. E in seguito hanno vissuto per anni sotto la pressione di controlli supplementari e una supervisione più severa, perché erano stati etichettati come truffatori.

Il parlamentare SP Renske Leijten, che ha guidato le indagini sugli abusi dell’autorità fiscale in materia di assegni per l’infanzia, ha definito questa nuova rivelazione non sorprendente. “Ciò che è doloroso è che questo sia persistito dopo lo scandalo delle indennità. Ti aspetti una certa capacità di auto-correzione, ma i media rivelano che le cose vanno male”, ha detto a RTL.