Il ministro della giustizia Ard van Der Steur scampa per la seconda volta ad una mozione di sfiducia. Ieri, durante la seduta alla Tweede Kamer, la camera dei deputati, sui fatti di Brussel, voluta dalle opposizioni per capire come uno dei fratelli el-Bakraoui, sia riuscito a transitare da Schiphol nonostante i moniti dell’intelligence turca, il ministro si è difeso sostenendo ancora che la prassi irrituale scelta dalle autorità di Istanbul -informazione telematica al posto di una telefonata- sarebbe stata la causa principale. Van Der Steur, tuttavia, pressato dalla camera ha dovuto ammettere che avrebbe potuto fare di più, assicurando un cambio di rotta nella gestione del dicastero.

Secondo il quotidiano Trouw, la tensione è salita quando il D66 ha chiesto al ministro quali informazioni avesse a proposito della permanenza nei Paesi Bassi di uno dei due fratelli kamikaze degli attentati di Brussel. La risposta di van Der Steur è stata che l’indagine era quasi del tutto in mano alle autorità del Belgio, quindi con poco spazio di manovra per la polizia olandese.

Al termine della discussione, il voto di sfiducia presentato dal PVV di Wilders è stato appoggiato anche da Groenlinks, SP e PvdD ma non è stato alla fine sostenuto da D66 e cristiano democratici, che vogliono invece dare un’altra chance al ministro.

Per van Der Steur, si tratta della seconda mozione di sfiducia in un anno.