Levien Willemse, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Vera Bergkamp (D66) dice di voler essere un “connettore” per le diverse anime del parlamento. Le sue parole, pronunciate all’atto della proclamazione, eletta con 74 voti su 139, battendo la presidente uscente Khadija Arib (PvdA) e lo sfidante di estrema destra, Martin Bosma (PVV).

La Begkamp è stata presidente di COC Nederland l’associazione per i diritti LGBTIQ e prima di iniziare la carriera politica nel D66, come consigliera nella circoscrizione centrum di Amsterdam, è stata manager nelle risorse umane di Sociale Verzekeringsbank,  ente olandese per le risorse umane. Eletta deputata nel 2012, è sempre stata in prima fila per le questioni etiche: maternità surrogata, la genitorialità multipla, il divieto di discriminazione per le persone intersessuali e transgender, l’abolizione della registrazione di genere non necessaria e il divieto della terapia omo-curativa. Si è battuta, inoltre, per la questione del fine vita e cioè per l’allargamento dei casi in cui si può ricorrere all’eutanasia.

Negli ultimi anni ha presieduto regolarmente riunioni plenarie: Bergkamp è stata una rappresentante del presidium, il comitato esecutivo della Camera dei rappresentanti, ed era già una delle sostitute permanenti di Khadija Arib del PvdA, dice NOS.