di Caterina Cerio

 

Andreste mai ad un workshop su come girare un film porno “personalizzato” sui vostri gusti e le vostre fantasie? Soprattutto, si chiederanno i più smaliziati: c’è bisogno di un workshop per parlare di un certo tipo di manifestazione della sessualità (nello specifico in immagini)?

Quello organizzato da Jennifer Lyon Bell, regista di Blue Artichoke Films e Sadie Lune, attrice e sex worker ieri ad Amsterdam e filmato dai produttori Godmother Films, per il loro documentario sulla pornografia femminista, è un coraggioso tentativo di affrontare un tema tabù come la cinematografia a luci rosse.

La loro ambizione è che l’atteggiamento verso quel mondo oscuro cambi; troppo stigmatizzato, troppo stereotipizzato. Sì, perché ci sono tanti modi di ideare e creare film pornografici. Secondo le autrici, gli scopi sociali che si vogliono raggiungere sono importanti tanto quanto i contenuti messi in scena

 

“Prendi i docuporn: vengono intervistate coppie di qualsiasi genere, trans, etero o omosessuali, e successivamente si mostrati gli atti sessuali espliciti, io adoro questo genere perché racconta anche le storie dei protagonisti”, ci spiega la regista.

“I porno commerciali che circolano sul web hanno successo, non c’è dubbio, ma quella che vogliamo creare noi è una pornografia di natura femminista e libera da ostacoli”, dice ancora Jennifer Lyon Bell, “scegliamo con cura gli attori: ce ne sono molti che tentano di fare provini e casting, ma non tutti sono in grado”.

Le due colleghe vogliono girare porno d’autore e come ogni produzione che si rispetti devono fare i conti con la scelta delle location, la musica, l’editing, le prestazioni degli attori e gli elementi scenici: ogni dettaglio viene studiato con attenzione.

“A Berlino ci sono comunità femministe forti: vogliamo diffondere la libertà di pensare alla sessualità e rendere concrete attraverso i film le nostre fantasie sessuali”, dice Sadie.

La giornata è stata piuttosto insolita, considerando il tema: dopo aver presentato il progetto e mostrato video di diverso tipo la complessa fauna che popolava l’evento, da giovanissimi a signore e signori in età avanzata, si sono intrattenuti con le autrici parlando di argomenti solitamente tabù in modo spontaneo.

Anzi, sulle pareti della sala in cui ci trovavamo erano esposti cartelloni colorati con più di 400 parole in ordine alfabetico legate alla sessualità, dettagli inclusi.

Nulla è stato lasciato al caso: nella seconda parte del workshop era chiesto ai partecipanti di condividere i loro desideri e spiegare a tutti “il loro film porno ideale”, ossia come sarebbe se fossero loro a girarlo.

Tutto “normale”? Beh, non è stato proprio come parlare del tempo in Olanda ma Jennifer e Sadie sono professioniste e il discorso non è deragliato. Anzi: la giornata è stata una sorta di “recruting fair” per aspiranti attori o produttori hard: tra i partecipanti c’erano aspiranti produttori e attori interessati a creare concretamente un film porno.