Kirsten apre una lettera dell’Ufficio del Pubblico Ministero (OM) indirizzata a lei: si tratta di un invito a comparire per il fatto che, il 5 novembre dell’anno scorso, sarebbe stata presente all’azione di protesta allo scalo aeroportuale di Schiphol. Tuttavia, Kirsten era in molti luoghi diversi quel giorno, ma non a Schiphol, scrive Omroepwest.
Il 12 luglio, l’OM diffonde un comunicato stampa in cui annuncia che cinque sospetti che si erano incatenati agli aeroplani durante un’azione per il clima, dovranno rispondere dinanzi al giudice di polizia. Le altre 176 persone identificate ricevono un avvertimento per iscritto. Anche Kirsten, di Roelofarendsveen, spiega: “La lettera mi è stata inviata, ma io non ero lì. Non ho idea delle conseguenze, finirò in uno o più database? La lettera non specifica su quale base giuridica sia stata emessa. Inoltre, non viene menzionato se posso fare ricorso e dove farlo”.
Non è possibile risalire al modo in cui Kirsten è stata identificata: altre persone che sostengono e possono provare di non essere state a Schiphol quel giorno, non hanno ricevuto la lettera.
La donna dice di poter dimostrare senza ombra di dubbio che quel giorno non poteva essere passata a Schiphol. Su Twitter, le reazioni sono molte. Anche politici, giuristi e avvocati penalisti sono venuti a conoscenza del caso e sono disposti ad aiutare Kirsten. “Ora sto aspettando il consiglio di un avvocato e, in base a quello, invierò una mail all’OM per ottenere chiarimenti. Per assicurarmi che l’avvertimento venga ritirato, che venga eliminata dai database eventuali informazioni su di me e sperando che l’OM eviti in futuro comportamenti e comunicazioni poco attente”.







