di Alessandro Pirovano

 

Non solo il partito DENK non otterrà i 60mila euro richiesti a Sylvana Simons come risarcimento danni ma dovrà versargliene 5000 per licenziamento senza giusta causa. E’ finita così l’azione legale che i due fondatori della nuova formazione politica, Tunahan Kuzu e Selçuk Öztürk, avevano promosso contro la ex responsabile della comunicazione, la presentatrice tv Sylvana Simons, accusata di aver rotto senza preavviso il suo contratto di lavoro part-time e di essersi lasciata scappare affermazioni dannose per la reputazione del partito.

Secondo quanto riportato dai giornali olandesi, lunedì 24, la corte di Amsterdam ha ribaltato le accuse, condannando DENK a versare alla donna di origini surinamesi un risarcimento pari a 5000 euro.

Le interviste di dicembre in cui annunciava l’intenzione di formare una nuova forza politica e in cui rendeva pubbliche le sue critiche nei confronti dell’indirizzo politico preso da DENK, infatti, non potevano costituire “giusta causa” per il suo licenziamento, deciso dal vertice del partito.

A provocare l’addio della Simons avevano contribuito la fredda solidarietà espressa dai vertici in occasione delle minacce rivolte nei mesi precedenti alla presentatrice tv, sia il suo dissenso nei confronti di alcune scelte politiche di DENK che l’avevano spinta a dare vita di lì a poco ad un suo movimento.