In passato i “nuovi” olandesi votavano PvdA, ma oggi non è più così. Denk, che vuole dire “pensare” in olandese e l’”equaglianza” in turco, a favore dei migranti e per una “società tollerante e solidale”, ha ottenuto tre seggi alla Camera alle ultime elezioni. I partiti locali Nida e Bij1 puntano ad una rappresentanza nazionale. In vista delle elezioni provinciali di oggi, molte domande affiorano: in cosa si differenziano i tre partiti? L’emergere di queste tre nuove formazioni è imputabile a colpe dei partiti tradizionali o si tratta di un fenomeno a sé?

Per saperne di più, il giornale deKanttekening ha interpellato gli storici esperti in storia turca Armand Sag e Tayfun Balcik, lo scrittore e imprenditore Kiza Magendane, l’esponente di Bij1 e ex consigliera del Consiglio Rebekka Timmer, il leader della campagna di Nida Oscar Bergamin, il sondaggista Aziz el -Kaddouri di EtnoBarometer e il politologo Floris Vermeulen dell’Università di Amsterdam.

“Alle elezioni provinciali, i dati sulla partecipazione sono sempre molto bassi”, afferma Kaddouri, che conduce ricerche sul comportamento di voto dei nuovi olandesi. “Sono curioso di sapere come voteranno le minoranze olandesi, se andranno alle urne e per quali partiti voteranno, anche se credo che l’affluenza non sarà alta”.

Ovviamente è da considerare il fatto che chi non ha un passaporto olandese non può votare per il consiglio provinciale, ma solo per quello comunale. Ciò influirà non poco sui risultati di Denk e Nida. 

I programmi di Denk e Nida sulle questioni nazionali sono la versione adattata dei singoli programmi pensati a livello locale. Ma gli stessi programmi per una provincia sono adattati su quelli di un’altra regione, con tutti gli aggiustamenti del caso: il programma elettorale di Denk per il Noord-Brabant prevede un incremento del trasporto pubblico ma si basa sul modello sviluppato per Amsterdam.

Denk partecipera in tutte le province, Nida soltanto nel Noord e Zuid-Holland, Bij1 non non si presenta. Secondo Kaddouri, la scelta di Denk di correre per le province che eleggeranno poi Senato corrisponde al desiderio di poter esercitare un’influenza maggiore a livello nazionale. Nida, invece, ha scelto un approccio più graduale: presentarsi e rafforzare la propria rappresentanza prima nei comuni, poi nelle province e quindi puntare a livello nazionale.

Oscar Bergamin, leader della campagna di Nida, ammette che la partecipazione della propria formazione alle elezioni parlamentari del 2021 dipenderà anche dal risultato della tornata elettorale di oggi. Nel 2017 era ancora troppo presto per candidarsi e riusciamo a fare molto anche a livello locale: il sessanta percento di tutte le mozioni presentate dai gruppi di Nida a Rotterdam e L’Aia sono state adottate”. Perché Bij1 ha deciso di non partecipare alle elezioni provinciali? Secondo Rebekka Timmer, ex consigliera comunale a Hilversum e stella nascente nel gruppo di Sylvana Simons, Bij1 deve stabilire le giuste priorità: “anche se non partecipiamo alle elezioni provinciali, ciò non significa che non correremo per le elezioni per la Tweede Kamer. Siamo un partito nazionale con un messaggio politico per tutti i Paesi Bassi”. 

Kaddouri sospetta invece che la mancata partecipazione di Bij1 dipenda dalle troppe divergenze interne: “Sylvana Simons è una personalità forte, non disposta a fare concessioni alle altre formazioni. Questo il motivo dell’isolamento di Bij1 all’interno del consiglio di Amsterdam”. Secondo Floris Vermeulen, “nonostante la forte componente attivista, il sostegno della comunità surinamese non sarebbe paragonabile a quello turco per Denk”. Certo Bij1 ha ottenuto un seggio ad Amsterdam ma “se guardiamo alla copertura mediatica che ha avuto Simons, il risultato elettorale non è stato entusiasmante”. 

Da dove nasce il successo di queste formazioni? Secondo Tayfun Balcik, coordinatore del programma di The Hague Peace Projects, la nascita dei tre partiti non era scritta. Non solo il PvdA, ma anche D66, GroenLinks e SP si sono progressivamente spostati verso destra, soprattutto per quanto riguarda le questioni legate all’integrazione.

Vermeulen non crede invece che l’ascesa di Denk, Nida e Bij1 sia solo colpa dei partiti tradizionali. Le nuove formazioni. “Sono partiti laici e progressisti mentre i migranti sono spesso religiosi e conservatori, e ciò stride. Tuttavia, i nuovi partiti sono una risposta al populismo e al discorso anti-Islam. I partiti tradizionali hanno offerto una risposta troppo debole. Il dibattito sulle scuole islamiche ha fatto perdere al PvdA parte degli elettori musulmani.