L’Associazione dei Giornalisti Nederlandesi (NVJ) non si riconoscerebbe affatto nel cortometraggio “De media willen niet dat je dit weet… Trap er niet in! (“I media non vogliono che tu lo sappia…non stare al gioco!”) prodotto dal partito DENK. Nel film, i due parlamentari Kuzu e Özturk e i candidati Azarkan e Simons avvertono di diffidare dei media, visti come “quarto potere”.

https://www.youtube.com/watch?v=wpA3bGOzVdY

Ma cosa è DENK? Per un sondaggio condotto da PEIL sarebbe un partito sostenuto quasi esclusivamente dai “nuovi nederlandesi” (elettori prevalentemente musulmano-turchi), ragion per cui il numero di deputati eletti sarebbe ristretto (al momento due, secondo la ricerca), vista la limitata base elettorale.

Nel film, seduti su alte sedie, i quattro discutono di politica  mentre una musica lugubre fa da sottofondo. Kuzu, reggendo la trias politica di Montesquieu, menziona un “quarto potere”: i media. Come Sylvana Simons afferma, “si ergono a guardiani dell’ordine e determinano ciò che io e te prendiamo per vero”. Secondo DENK i giornalisti assumono il triplo ruolo di investigatori, capo d’accusa e giudice della società odierna. Tunahan Kuzu consiglia dunque allo spettatore di non prestarsi al gioco.

Secondo il segretario della NVJ Thomas Bruning il prodotto rappresenta la stigmatizzazione di un’intera categoria. “Certamente si può riderci sopra,e anche io l’ho fatto, ma c’è un’importante messaggio di fondo che si vuol far passare. E il messaggio è: ‘fate attenzione’ ai giornalisti’. Questo non rende giustizia alla varietà del mondo dell’informazione nederlandese.”. Ciò con cui l’uomo concorda sarebbe la critica verso un’informazione più sensibile verso una rappresentazione più equa delle diverse etnie nei media.

Un rimprovero insomma rivolto alla generalizzazione fatta dal partito, che vedrebbe la stampa sotto un’unica luce. Critiche sono inoltre state rivolte, sempre da Bruning, al vittimismo di DENK, che non considera la libertà di stampa e la pluralità di visioni presente nei Paesi Bassi.

DENK è secondo un sondaggio condotto da PEIL, istituto di sondaggi fondato da Maurice de Hond, il loro massimo risultato raggiungibile sarebbe l’elezione di 5-6 deputati, mentre secondo le attuali misurazioni, se si votasse oggi, sarebbero in due ad entrare in parlamento.