Gli ucraini che lavorano nelle serre nel Westland vengono sfruttati, dice RTL basando le affermazioni su documenti ottenuti dal sindacato CNV e da conversazioni con dipendenti ucraini.

Almeno 60.000 persone sono fuggite nei Paesi Bassi negli ultimi mesi a causa della guerra in Ucraina e molti di loro ora cercano lavoro, ma a causa della posizione vulnerabile spesso vengono sfruttati. Questo sta accadendo, ad esempio, all’agenzia di collocamento polacca Janpol, che invia gli ucraini nelle serre del Westland.

“Completamente immorale e riprovevole”, afferma alla tv olandese Henry Stroek del sindacato CNV Vakmensen. A titolo di esempio, cita i contratti di un gruppo di trenta lavoratori migranti ucraini che attualmente lavorano presso il vivaio Vreugdenhil Bulbs & Plants a ‘s-Gravenzande (Westland). “Si legge, tra le altre cose, che i dipendenti possono essere espulsi in Ucraina se violano le regole”.

I rifugiati possono firmare un contratto con l’agenzia di collocamento Janpol per lavorare per tre mesi in un vivaio olandese nel comune del Westland e il contratto prevede che, a pagamento, Janpol organizzerà i documenti dei dipendenti, il trasporto nei Paesi Bassi e fornirà loro alloggio.

Ma si tratta, spesso, di contratti capestro: multe a chi contatta un avvocato del lavoro e decurtazione dello stipendio per chi lasciasse prima del tempo, anche per coloro -ad esempio- che dovessero urgentemente rientrare in una zona di guerra.

Al centro di questo episodio di sfruttamento ci sarebbero alcuni contratti stipulati tramite l’agenzia polacca Janpol: le donne hanno tutte dovuto pagare importi diversi all’agenzia per l’organizzazione dei documenti e non sanno quanto vengono pagate l’ora. “Dal nostro stipendio verrà detratto un importo per le tasse, ma anche per il nostro alloggio e il trasporto. Non sappiamo quanto sia. Abbiamo sentito da persone che lavorano per Janpol da tempo che ognuno riceve uno stipendio diverso per lo stesso impiego.”

Secondo il Centro di coordinamento contro la tratta degli esseri umani (Comensha), si parla addirittura di tratta di esseri umani perché i datori di lavoro olandesi e polacchi “abusano della posizione vulnerabile di altre persone” e sfruttano gli ucraini. Ina Hut, direttrice di Comensha, afferma che “questo datore di lavoro sa benissimo che sta facendo qualcosa di completamente sbagliato”.