L’Olanda ha rifiutato nel 2018 di assumersi la responsabilità della misura di trattamento TSO imposta da Curaçao a Jamel L, l’uomo sospettato di aver accoltellato a morte un dipendente di un supermercato dell’Aia martedì scorso. All’epoca, il ministro della Giustizia e della Sicurezza, Sander Dekker, respinse la richiesta di assumere la misura di tbs, dice NOS.
Non è chiaro il motivo di tale rifiuto e come spiega NOS, l’Olanda può accettare misure di trattamento sanitario obbligatorio imposte dai giudici della parte caraibica del Regno, ma solitamente si mostra riluttante a farlo. L’Olanda stessa si trova ad affrontare gravi problemi di capacità all’interno delle cliniche di tbs.
Curaçao aveva chiesto all’Olanda di accettare la misura perché il paese considerava i problemi dell’uomo estremamente gravi. L’isola non dispone di cliniche specializzate in tbs in grado di trattare questo tipo di problematiche e addirittura, yno psichiatra aveva già avvertito nel 2017 del rischio di recidiva. La gravità della condizione mentale di L. emerge dalla dichiarazione di uno psichiatra che lo aveva refertato nel 2017. L’esperto aveva avvertito del rischio di recidiva, come affermato nella sentenza del tribunale di Curaçao.
“Il soggetto in questione è un uomo psicotico cronico con deliri paranoici”, diceva lo psichiatra a proposito di L. “I suoi deliri hanno un valore di verità assoluta per lui e non possono essere corretti.” Il tribunale di Curaçao aveva concluso: “L’imputato viene ritenuto estremamente pericoloso e può mettere in atto le sue minacce in qualsiasi momento”.
Non è noto quando L. sia tornato in Olanda. Tuttavia, è chiaro che sia stato coinvolto in diversi incidenti gravi da allora.







