Il Meccanismo per i tribunali penali internazionali (The Mechanism for International Criminal Tribunals) con sede a l’Aja, l’ente che si occuperà di concludere il lavoro della Corte per l’ex Jugoslavia (ICTY) che ha chiuso battenti a dicembre, ha condannato a 10 anni di carcere Vojislav Seselj, nazionalista serbo ed ex deputato della Federazione accusato di crimini contro l’umanità, persecuzione dei non-serbi per motivi politici, razziali e religiosi, deportazioni e spostamenti forzati di popolazioni.

Nel processo di primo grado, concluso a marzo 2016, l’uomo era stato prosciolto

Il verdetto del 2016 ha stabilito che la creazione di una “Grande Serbia” era l’obiettivo politico di Seselj, ma ciò non implicava necessariamente il riconoscimento di crimini contro l’umanità. Nel loro appello, i pubblici ministeri avevano esortato il tribunale ONU a ribaltare la sentenza di primo grado, chiedendo una condanna a 28 anni di carcere.

L’uomo, tuttavia, non dovrà tornare in carcere perchè la pena è stata estinta con gli anni già trascorsi nella prigione di Scheveningen.

Seselj ha lasciato l’Olanda nel 2014 con un permesso umanitario ma da allora la Serbia si è rifiutato di estradarlo nonostante l’Interpol abbia emesso un mandato di cattura internazionale. Dopo essere tornato in Serbia, ha ripreso la sua carriera politica, è stato rieletto in parlamento, ha tenuto una serie di raduni nazionalisti, e ha deriso il lavoro del Tribunale dell’Aja.

“Ho chiuso con L’Aia. Ho vinto. Non sono affatto interessato al verdetto di secondo grado, ma una cosa è certa: non tornerò volontariamente al centro di detenzione delle Nazioni Unite a Scheveningen “, ha detto martedì al quotidiano serbo Vecernje Novosti.

Seseljevci è stato arrestato nel 2003 e il suo processo è durato 11 anni. Durante quel periodo è stato condannato per tre volte per oltraggio alla Corte.