Screenshot Twitter: @IsmaeldeBruijn

Il sindaco dell’Aia, Jan van Zanen, è stato coinvolto in prima persona nella controversa manifestazione di Capodanno a Duindorp e Van Zanen era presente ai colloqui tra il comune e gli organizzatori sulle attività alternative a Duindorp dopo che i falò erano stati banditi, dice Omroepwest. Non solo: anche il comune avrebbe contribuito finanziariamente: l’illuminazione costata circa 10.000 euro sarebbe stata pagata da un contributo del comune, sostiene il portale di Den Haag.

Le fonti di Omroep West vogliono rimanere anonime e l’organizzazione ha rifiutato di commentare. L’evento, tenuto a Tesselseplein, a Duindorp, alla vigilia di Capodanno ha mobilitato dozzine di persone: la festa, ufficialmente, era una manifestazione contro le misure Covid ma immagini che girano sul web mostrano un palco con un cantante e gente che balla.

E ora, nonostante l’indignazione del consiglio comunale e della gente sui social, pare che il comune abbia avuto un suo ruolo attivo nella vicenda. Il comune conferma che c’è stata preventivamente una consultazione sia ufficiale che amministrativa, dice Omorepwest: quest’ultimo significa che lo stesso sindaco era presente. Secondo gli organizzatori, il primo cittadino voleva “comunque dare qualcosa al quartiere”, visto il divieto di fuochi d’artificio.

Diverse fonti riferiscono inoltre al portale che la polizia non era contenta della manifestazione prevista. Il budget per l’illuminazione sarebbe stato pagato con soldi pubblici con denaro proveniente dal fondo per le attività nel quartiere per la fine dell’anno.

La pessima reputazione di Duindorp, considerato un quartiere-ghetto e un vero e proprio problema per le amministrazioni della terza città olandese, potrebbero aver convinto il sindaco a cedere per evitare alcuni residenti causassero disordini anche quest’anno. 

Ma in consiglio comunale sono molti i malumori e lo stesso commento della polizia che ha sostenuto di non voler intervenire se non ci fossero palesi violazioni delle regole, era stato un segnale che esisteva un accordo pre esistente tra le parti.

Il sindaco ha continuato a difendere l’evento, chiamandolo “manifestazione” e non “festa” ma alla fine ha dovuto cedere alle pressioni e annunciato un’inchiesta.