Gli Stati Uniti hanno chiesto ai giudici delle Nazioni Unite di respingere un caso portato avanti dall’Iran nel tentativo di ottenere una sospensione di parte delle sanzioni. L’avvocato Marik String ha affermato che l’Iran ha commesso un errore nel presentare un argomento che non era coperto dal patto bilaterale del 1995 – il trattato di Amity; Teheran, infatti, cita questo trattato per appellarsi alla Corte Internazionale di Giustizia (ICJ), con sede a l’Aia, tribunale ONU.

“Le misure contestate dall’Iran sono ancora fondamentali per gli Stati Uniti nel loro tentativo di rispondere alla minaccia – compresa l’attuale minaccia costituita dal programma nucleare dell’Iran – che l’Iran costituisce per la sicurezza nazionale,” ha aggiunto String. Il trattato di Amity era stato stipulato prima della rivoluzione islamica in Iran, nel 1979, e del conseguente deterioramento dei rapporti con Washington.

Quando gli USA hanno denunciato il Trattato, nel 2015, hanno imposto delle misure finalizzate a fermare lo sviluppo di armi nucleari da parte del regime degli Aytollah. Le udienze che avranno luogo questa settimana a l’Aja saranno preliminari e si occuperanno solo di capire se la corte abbia o meno la giurisdizione su questo caso. La parte Iraniana discuterà la sua istanza mercoledì, e una decisione sul caso è prevista per la fine dell’anno.

Nel 2019, in un caso precedente – che aveva allo stesso modo a che fare con il congelamento di beni – la Corte Internazionale aveva decretato che il trattato di amicizia poteva permettere il suo intervento, su base legale, nella disputa tra USA e Iran.

A ottobre del 2018, l’ICJ aveva ordinato agli Stati Uniti di assicurarsi che le sanzioni applicate contro l’Iran non influissero sugli aiuti umanitari o sulla sicurezza dell’aviazione civile. String ha dichiarato che Washington stava seguendo ordini dati precedentemente.

Le decisioni della ICJ sono vincolanti, ma la stessa Corte non ha il potere per poterle applicare in modo efficace. Gli Stati Uniti e l’Iran sono solo due delle tante nazioni ad aver ignorato le sentenze della Corte Internazionale.