Il leak di documenti riguardanti i crimini di guerra del Kosovo dall’Ufficio della Procura speciale potrebbe compromettere sia la sicurezza dei testimoni, sia il perseguimento di crimini contro l’umanità.

La notizia che dei fascicoli confidenziali sono trapelati dall’Ufficio della Procura speciale per il Kosovo all’Aia sarebbe perfetta per la trama di un romanzo di spionaggio alla John le Carré, scrive Balkans Insight Questo, però, non è un romanzo: è successo davvero, è una cosa seria, ed è diventato uno scandalo.

Il compito dell’Ufficio della Procura Speciale di perseguire ex-membri di rilievo dell’Esercito di liberazione del Kosovo (ELK) per presunti crimini commessi durante (e appena dopo) la guerra contro la Serbia, dal 1998 al 2000, potrebbe essere compromesso. L’Ufficio della Procura, poi, potrebbe aver perso anche gli ultimi brandelli di credibilità, già messa in pesante discussione dagli albanesi kosovari, scrive Dean B. Pineles.” I fascicoli includerebbero i nomi di testimoni sotto protezione e altre informazioni estremamente sensibili.”

Il leader dell’Organizzazione per i veterani, Hysni Gucati, e il suo vice, Nasim Haradinaj, hanno rilasciato tre conferenze stampa riguardanti i documenti. Gucati ha inoltre esortato i giornalisti a pubblicarli. Il deputato è uno strenuo oppositore dell’Ufficio della Procura, sostenendo che sia parziale contro l’ELK: secondo lui, questi documenti sostengono la sua visione delle cose. ” Secondo una fonte all’Aia, 260 pagine di documenti confidenziali riguardanti l’Ufficio della Procura sono arrivati fino alla stazione televisiva Top Channel in Tirana, Albania. Una scoperta allarmante.

Si potrebbe ritenere che l’Ufficio della Procura stia facendo di tutto per minimizzare il danno e identificare come, e da chi, i documenti siano stati ottenuti e poi trapelati. Anche nel caso che l’indagine interna abbia successo, però, il danno è fatto; il latte è stato versato.

La comunità internazionale aveva insistito che il Kosovo abbandonasse il sistema giudiziario europeo della EULEX e creasse invece un tribunale speciale al di fuori dal Kosovo stesso per garantire integrità al procedimento: ora, questa integrità è stata compromessa. Se possono trapelare informazioni del genere, nulla può più essere considerato davvero un segreto, dice Pineles. E anche la tutela dei testimoni è a rischio. “Questi testimoni ora potrebbero rifiutarsi di testimoniare anche in caso che la loro identità rimanga segreta, visto che potrebbero comunque essere resi pubblici.”

È importante capire che, fino a Giugno 2020, l’UE ha speso la cifra astronomica di 156 miliardi di euro per l’Ufficio della Procura speciale e sull’entità che l’accompagna, le Camere speciali per il Kosovo. Altri 45 miliardi di euro erano stati stanziati per quest’anno, per un totale di 200 miliardi – una cifra esorbitante per qualunque standard, dice Balkans Insight.

L’edificio a Den Haag, pagato dalla Norvegia, ospita 200 dipendenti che secondo BI avrebbero fallito miseramente il loro compito. Non è chiaro quanto materiale sia uscito dal Tribunale ma  “Questa situazione è particolarmente incresciosa per l’Ufficio della Procura speciale, che ha lavorato incessantemente per anni per portare avanti le indagini. Anche il tempismo non avrebbe potuto essere peggiore: i procedimenti giudiziari erano appena iniziati.”