Il presidente del Meccanismo per i tribunali penali internazionali a L’Aia vuole concedere ai detenuti dell’Unità di detenzione ONU la possibilità di effettuare videochiamate ai parenti.

Carmel Agius, presidente del Meccanismo per i tribunali penali internazionali, ha ordinato al cancelliere della corte delle Nazioni Unite di istituire un servizio di videocomunicazione. Il servizio dovrebbe cominciare entro il 14 maggio. A far discutere è la presenza tra i detenuti dell’ex leader politico serbo bosniaco Radovan Karadzic.

Agius ha affermato che né le comunicazioni scritte né le telefonate potranno sostituire le riunioni faccia a faccia, adesso che le visite sono vietate a causa della pandemia di coronavirus. “Potrebbe,però, essere adottata una soluzione temporanea che consenta la comunicazione video su base limitata”, ha affermato Agius. “I detenuti sono preoccupati per la sicurezza dei loro familiari, in particolare quelli di età avanzata che potrebbero essere sensibili al coronavirus. I familiari trarrebbero conforto da una videochiamata con i propri cari.”

La difesa di Karadzic aveva chiesto ad Agius di consentire all’ex leader politico serbo bosniaco di effettuare videochiamate, poiché tutte le visite sono attualmente sospese. Karadzic ha chiesto più volte di avere accesso alla videocomunicazione per parlare con la sua famiglia.

Dubbi sulla sicurezza delle videochiamate

Un progetto pilota che consentiva ai detenuti di effettuare e ricevere videochiamate via Internet è stato sospeso a luglio 2019 a causa di problemi di sicurezza. Le videochiamate vennero considerate rischiose perché non monitorate in tempo reale. Questo perché il centro di detenzione non dispone di abbastanza risorse tecniche per garantire la sicurezza delle chiamate.

Karadzic è stato condannato all’ergastolo nel marzo 2019 per il genocidio dei bosniaci di Srebrenica. Ha sottoposto la popolazione civile di Sarajevo ad una lunga campagna di bombardamenti e attacchi da cecchino. Ha inoltre perpetrato la persecuzione e lo sterminio di bosniaci e croati in 20 comuni di tutto il paese prendendo in ostaggio i pacificatori.