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ART

Den Haag, il museo Mauritshuis diventa interamente digitale

Da qualche giorno il museo Mauritshuis, a Den Haag, esiste anche in versione digitale.

La visita in megapixel permette di cogliere particolari che normalmente non sono disponibili. Così i capolavori di Rembrandt, Vermeer e Jan Steen offrono una prospettiva inedita ai visitatori.

La visita virtuale è possibile da remoto attraverso un computer o uno smartphone. Le immagini sono ad altissima definizione, una qualità 100 volte maggiore della fotocamera di uno smartphone. L’uso di un robot, creato dalla compagnia spagnola di digitalizzazione Madpixel, ha permesso di mappare l’intero museo con questa tecnologia.

Madpixel ha sviluppato anche l’app  Second Canvas con cui si può svolgere un tour a 360 gradi del museo, ricco di spiegazioni audio e testo. Un’altra funzionalità della app è quella di “entrare nelle opere”. Ad esempio, si può zoomare su particolari dettagli dei quadri. E si può anche visualizzare la “tela dietro la tela”: cioè i cambiamenti apportati al quadro dall’artista, nelle varie versioni.

Il CEO di Madpixel si ritiene soddisfatto del lavoro eseguito per il Mauritshuis, definendolo un museo che si presta bene a queste tecnologie. Il direttore Martine Gosselink si è detta “orgogliosa di questa fantastica app”.

La digitalizzazione dei musei rappresenta un’innovazione per il settore, soprattutto visto il periodo attuale di pandemia. Il 2020 è stato un anno faticoso per i musei olandesi e non tutti ce l’hanno fatta. Riporta l’associazione NMV che moltissimi hanno rischiato o rischiano la chiusura.

L’uso di app e altre tecnologie per rendere i musei accessibili da remoto è un investimento a lungo termine per allargare la platea di utenti anche quando la pandemia finirà. Gli strumenti digitali permettono a chiunque fosse interessato, in qualunque parte del mondo si trovi, di visitare il museo. “Anche a chi non può viaggiare per qualsiasi ragione o a studenti e ricercatori di arte”.

Digitalizzare, quindi, diventa un complemento al museo, più che una sostituzione. Nella speranza di sopravvivere alla pandemia e riaprire presto ai visitatori in carne e ossa.