The Netherlands, an outsider's view.

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Den Haag, c’è del marcio nella polizia. Secondo un rapporto, razzismo, bullismo e discriminazione sono strutturali



Nella stazione di polizia di Hoefkade nel distretto multietnico di Schilderswijk a l’Aia la cultura degli abusi e delle discriminazioni sono strutturali e domina una cultura di gruppo tra gli agenti di polizia. Ciò risulta da un rapporto interno che il team che vigila su integrità, sicurezza e reclami (VIK) ha stilato. L’inchiesta, che è durata otto mesi, è stata decisa dopo diversi “segnali e segnalazioni” preoccupanti.

L’indagine ha mostrato che i comportamenti indesiderati da parte degli agenti sono la prassi presso la stazione di polizia e domina “una cultura malsana” all’interno della squadra di polizia. Le conclusioni degli ispettori Janneke Bakker e Jeroen van Marle, hanno messo in calce tali conclusioni in una lettera che la direzione dell’unità di polizia ha elaborato il mese scorso in merito alle indagini. La lettera confidenziale è stata visionata dal quotidiano di Rotterdam, NRC.

Venti agenti di polizia sono stati ascoltati durante le indagini e sulla base dei risultati, la polizia dell’Aia ha deciso che sarà avviata un’indagine disciplinare contro quattro poliziotti uomini.

Gli incidenti non sono descritti nella lettera ma secondo fonti della polizia, la app del gruppo è chiamata “assassini di marocchini”: gli agenti chiamano i colleghi che denunciano “anime belle di sinistra” e si lamentano del “polverone sollevato dai radical-chic”. Gli stranieri sono chiamati “cercatori d’oro”.

Nel giugno di quest’anno, il leader della squadra di polizia dell’Aia Fatima Aboulouafa ha scritto sul suo account Instagram di “problemi strutturali” nel campo della discriminazione all’interno della polizia dell’Aia e di Rotterdam. Si chiedeva se “la lealtà dovrebbe essere a spese di tutto, anche quando vedi che ci sono abusi all’interno della nostra organizzazione di polizia e persino a livello di gestione?

Dopo questo messaggio pubblico, Monique Mos, una dirigente della polizia dell’Aja, ha difeso Aboulouafa: il 13 giugno ha scritto sull’intranet della polizia, dice ancora NRC, che “il razzismo, il bullismo e la discriminazione si verificano ancora troppo spesso all’interno della polizia”. Mos dice che “è doloroso come, nonostante le numerose iniziative esistenti, questo problema sia persistente e difficile da sradicare”.






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