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Den Haag, 100 anni di De Stijl. Il genio di Mondrian padre dell’astrazione olandese

Al Gemeentemuseum è esposta fino al 24 settembre la più grande mostra mai allestita sulla figura dell'artista

di Paola Pirovano

 

Esporre l’intera collezione di Mondrian ovvero più di 300 opere, oltre ad una vasta selezione di effetti personali, lettere e dischi: questa è la sfida che ha lanciato il Gemeentemuseum di Den Haag, in occasione del centenario del movimento artistico De Stijl.

Il risultato è l’imponente mostra The discovery of Mondrian dedicata appunto a Piet Mondrian, figura emblematica dell’arte astratta.

Vera e propria icona del Novecento, Mondrian ha esercitato un’influenza considerevole sul mondo dell’arte e ispirato generazioni di artisti e designers, che hanno reso le sue opere astratte parte della cultura popolare, tanto che persino la celebre catena olandese HEMA ha prodotto vestiti ispirati allo stile del maestro.

Ma chi era Piet Mondrian? Le opere esposte al Gemeentemuseum permettono di farsi un’idea della personalità dell’artista, nato in Olanda nel 1872 e deceduto a New York all’età di 72 anni.

Spesso descritto come solitario e introverso, si è rivelato un amante della vita mondana e della musica jazz. Sempre impeccabile nei suoi completi alla moda era solito frequentare gli ambienti avanguardisti parigini e aveva una vita sociale molto movimentata.


La sua produzione artistica è una ricerca permanente nel segno della modernità, che nasce da un interesse personale per la struttura geometrica della realtà e che si nutre di influenze filosofiche e lunghe discussioni con gli artisti del suo tempo, anch’essi alla ricerca del nuovo, consapevoli di vivere in un momento di cambiamenti epocali.

Nei suoi quadri più celebri – le composizioni di linee verticali, orizzontali e di colori primari – , si intravedono pochi elementi del suo stile da giovane, proveniente da una famiglia rigidamente calvinista. Né si immaginano le opere con cui si era creato una discreta fama a Amsterdam, le composizioni floreali e i ritratti che vendeva alla borghesia cittadina.

 

Il periodo parigino e gli anni newyorkesi

La mostra del Gemeentemuseum fa vedere l’evoluzione del suo pensiero fino al punto di rottura che avviene a contatto con la pittura cubista: all’età di 40 anni, Mondrian abbandona tutto per reinventarsi a Parigi. Nei quadri di Cézanne e Picasso aveva visto la realizzazione concreta di una serie di concetti che lo interessavano da sempre: la scomposizione della forma e la riduzione della realtà alla sua essenza geometrica.

La sua ricerca si sviluppa sempre di più in senso astratto, e la collaborazione con la rivista De Stijl fondata nel 1917 – di cui si celebra appunto il centenario – ne è la base teorica, che predica la necessità dell’astrazione come forma di liberazione dalle costrizioni del passato.

Lo sviluppo di tali concetti lo porterà negli anni Venti a rinunciare alla figurazione, privilegiando delle composizioni di linee verticali e orizzontali e colori primari che mirano a raggiungere un equilibrio al di là del visibile. Sono gli anni dei suoi quadri più famosi, che costituiscono il cuore della sua produzione. La ricerca artistica di Mondrian si estende oltre la tela, come è possibile constatare nell’affascinante ricostruzione del suo studio parigino fatta dal Gemeentemuseum: all’immagine dei suoi quadri, è uno spazio essenziale, dove non c’è spazio per il superfluo, e dove ogni oggetto ha una funzione e una collocazione precisa.

Il pezzo forte della mostra è sicuramente l’ultima opera dell’artista, Victory Boogie Woogie, realizzata negli anni newyorkesi, dove si rifugia nel 1940 in fuga dalla guerra e dai nazisti che dichiarano la sua arte “degenerata”. A 68 anni, con problemi di salute, Mondrian si lascia ancora affascinare dalla vita frenetica della metropoli e della musica. Victory Boogie Woogie è il manifesto della sua ricerca incessante: dopo aver abbandonato la linea come mezzo di definizione dello spazio, vuole dipingere ritmo e movimento; vuole un’opera dove ogni linea sia pulsazione vitale.

Opera finale di un percorso straordinario, Victory Boogie Woogie è un quadro emblematico anche per il Gemeentemuseum: l’acquisizione fu fatta nel 1998 attraverso un fondo istituito dalla Banca Nazionale Olandese per marcare solennemente il passaggio all’euro.


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