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Deliveroo, protestano i riders. Da oggi “freelance”: ultra flessibili ma senza diritti. Il governo rimane in silenzio

A partire da oggi, l'app per la food delivery passa al nuovo business model. Da parte del Governo continua a mancare una visione concreta



di Nicolò Di Bernardo e Serena Gandolfi
pics: Serena Gandolfi

 

 

Sono tornati a farsi sentire i fattorini di Deliveroo Olanda, prendendo d’assalto la sede legale della compagnia per quella che potrebbe essere la loro ultima protesta autorizzata.
Nel primo pomeriggio di mercoledì 31 gennaio, quaranta fattorini in divisa hanno manifestato tra i ristoranti del turismo di Leidseplein sfilando fino al civico 562 di Keizersgracht, di fronte agli uffici del loro ormai ex datore di lavoro.

È dallo scorso dicembre che i dipendenti della filiale olandese esprimono il loro dissenso nei confronti del nuovo “business model” scelto dall’amministrazione, che si propone di riassumerli come liberi professionisti privandoli di alcuni diritti fondamentali. Pagamento a cottimo, partita Iva obbligatoria, perdita della copertura assicurativa e del diritto di sciopero sono solo alcuni degli svantaggi del contratto da libero professionista, obbligatorio a partire dal 1 Febbraio.
In risposta alla decisione di Deliveroo i dipendenti si sono auto-organizzati fondando la Riders Union, che sostenuta dal sindacato FNV ha portato avanti 8 proteste in due mesi, tra manifestazioni e tentativi di sciopero.

 

La direzione non ascolta

Questa volta gli attivisti hanno scelto la linea dura: scrivono “NO ZZP” con bombole spray sui muri della sede di Deliveroo, accendono fumogeni e chiedono di parlare con la direzione. Ma dall’altra parte delle finestre si continua a lavorare, e un buttafuori sta fermo sulla porta ad impedire l’accesso ai manifestanti.
C’è poco da fare: i contratti di tutti i lavoratori saranno annullati come previsto, e con quest’ultima protesta gli sforzi dell’organizzazione sembrano concludersi con un nulla di fatto. Dall’inizio delle sue attività l’organizzazione non ha ancora ottenuto un dialogo con l’amministrazione di Deliveroo, che sembra rifiutarsi di riconoscere i membri del collettivo come parte interessata.

“L’11 Gennaio abbiamo chiamato Philip Padberg, il direttore di Deliveroo per l’Europa Continentale, ma ci ha attaccato il telefono in faccia. L’unica risposta l’abbiamo avuta quando è andato a parlare in televisione, a VNDG. Di noi hanno detto che siamo solo 20 fattorini indignati, mentre a tutti gli altri piace essere freelance” racconta Tara O’Dowd, portavoce di FNV, mentre distribuisce volantini con le istruzioni su come iscriversi al sindacato, “peccato che ormai siamo quasi 250. E non ci sono prove che a tutti gli altri il modello piaccia: a novembre solo un terzo dei lavoratori aveva dichiarato in un questionario che del suo lavoro apprezzava la flessibilità. E a loro tanto è bastato per motivare il passaggio al modello ZZP e continuare a difenderlo.”

 

La risposta della politica

Secondo Tara, l’esecutivo non ha intenzione di intervenire in difesa dei loro diritti. “È chiaro che il Governo ha stretto con l’amministrazione Deliveroo un legame più saldo di quello che ci è stato riconosciuto fino ad ora. Se avessero voluto fermare lo ZZP, l’avrebbero già fatto. Anche all’ufficio delle imposte avrebbero potuto fare qualcosa per impedire il nostro riconoscimento come liberi professionisti. Ma ancora non si vedono passi in questa direzione.”

Sul tema è all’ordine giorno una seduta alla Tweede Kamer, ma anche qui sembra esserci poco da sperare.
Cristiano ha 22 anni, lavora per Deliveroo da due anni ed è in prima linea tra gli attivisti della Riders Union. “Contavamo già molto sull’interrogazione parlamentare del 6 dicembre” spiega a 31Mag. “Il giorno prima, Deliveroo ha mandato una mail a tutti i fattorini promettendo la copertura assicurativa. Evviva, abbiamo detto. Poi dall’interrogazione parlamentare è emerso che questa nuova assicurazione in realtà copre solo Deliveroo. Per accedere a un rimborso il rider dovrebbe prima riuscire a fare causa alla compagnia e vincere.


Il gesto ha suscitato scetticismo da parte dei laburisti (PvdA), dei liberal-progressisti (D66), dei cristiano democratici (CDA) e dei liberali (VVD). “Ma a parte le dichiarazioni del caso, fino ad ora a sostenerci davvero sono stati solo i socialisti di SP. A molti partiti interessa soltanto che la compagnia paghi le tasse regolarmente in Olanda, invece che farle sparire nei trasferimenti tra qui e Londra. Gli altri danno ragione a Deliveroo, e concordano col loro concetto di flessibilità.”

 

 

Le prospettive future

Cristiano insieme ad altri ha deciso di non tornare a lavorare per Deliveroo. “Il nostro operation manager ha detto: se non sei in linea con la nostra visione puoi benissimo andare a trovarti un altro lavoro. Ed è quello che farò. Ho visto abbastanza per capire funziona, anche imparando dalla lezione dei nostri colleghi all’estero. In Belgio hanno occupato la sede di Deliveroo per due giorni. Loro in cambio gli hanno proposto i caschetti gratis, e hanno formalizzato il passaggio. Anche in Inghilterra si è visto: Deliveroo va avanti e non guarda in faccia nessuno.”

Alla vigilia dello ZZP il morale dei lavoratori sembra basso, ma le proteste non si fermeranno. “Noi continuiamo a credere che sia assurdo definire i riders dei liberi professionisti”, spiega Tara, “e quindi riteniamo abbiano ancora diritto a protestare e scioperare, nonostante le leggi anti-Trust suggeriscano il contrario.”

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