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Deliveroo, i driver scioperano il I dell’anno. Ma l’azienda minimizza: piccolo numero di attivisti

I riders di Deliveroo hanno scioperato il I gennaio per protestare contro la società che da febbraio vorrebbe convertire lo staff in freelance. Per poter consegnare cibo a domicilio, insomma, sarà necessaria una partita IVA e i costi ricadranno per intero sui lavoratori.

Ma la maggior parte dei lavoratori ritiene questa mossa un abuso: non rinnovare i contratti e costringere i ciclisti del take away ad aprire una “società” solo per consegnare thai, pizza o altro cibo è sembrato davvero troppo. D’altronde, all’incertezza del lavoro occasionale, si aggiungerebbe ora l’obbligo per i lavoratori di pagare da soli i contributi con un risparmio enorme per l’app.

Stando al portale NOS sarebbero 1500 i deliverer stabilmente occupati nei Paesi Bassi con l’app. Un terzo sarebbero già freelance. Il sindacato FNV ha già tentato una trattativa con Deliveroo ma senza successo.

Ma il sindacato non è solo:  Foodora e Thuisbezorgd.nl, che lavorano con contratti di lavoro, hanno chiesto alla politica di agire con fermezza contro Deliveroo. Temono la concorrenza poiché Deliveroo risparmierà sui costi non impiegando più i dipendenti.

Lo sciopero ha avuto luogo proprio in uno dei giorni più intensi dell’anno sul piano delle consegne a domicilio.

Deliveroo dice che la maggior parte dei riders chiede più libertà.”Ci rammarichiamo del fatto che un piccolo numero di lavoratori voglia interrompere un servizio che è apprezzato da migliaia di clienti”.

La società, durante la giornata di ieri, ha cercato di “capitalizzare” dall’agitazione: sul sito di Deliveroo, infatti, non c’era accenno allo sciopero ma si informava che l’alto volume degli ordini non rendeva possibili le consegne. In realtà, la protesta ha di fatto bloccato il servizio. 

 

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