Source pic: Mara Noto

La quantità di cocaina sequestrata nel porto di Rotterdam ogni anno è decuplicata in tre anni: da circa 4000 a quasi 40.000 kg quest’anno, scrive Nieuwsuur. Eppure, si tratta solo della punta dell’iceberg: i lotti confiscati, infatti, non inciderebbero in alcun modo sul prezzo di strada al quale la droga è venduta.

Nonostante tutte le notizie quotidiane di sequestri di cocaina, la reale entità e gravità del traffico di droga e la corruzione che ne deriva, secondo gli investigatori, è di gran lunga maggiore di quanto i politici credano, scrive il programma tv di NOS.

Il capo della polizia portiale, Jan Janse, ha detto a Nieuwsuur che la politica non ha ben chiare le dimensioni del traffico di droga che si sviluppa a Rotterdam: “Tutta la cocaina di cui si discute e per la quale si uccidono a vicenda, tutta quella cocaina arriva da questo porto”.

Le organizzazioni che stanno dietro ai trasporti di droga sono ora diventate multinazionali criminali, afferma Bert Langerak, direttore investigativo del FIOD (il servizio investigativo delle autorità fiscali); per questa ragione è stata costituita un pool con trenta agenti della polizia, del FIOD, PM e Dipartimento Nazionale di investigatori anticrimine, il Combi Team, che si occupano di indagini simili.

Personale che lavora al porto -sia nel pubblico che nelle società private-e  corruzione sono una piaga sulla quale lavorare, dice il capo della polizia portuale.

Nel frattempo, l’attuale numero di partite di droga sequestrate, ad esempio, dalla squadra specializzata HARC (Hit And Run Cargo) è troppo alto per la polizia e le autorità giudiziarie: lo staff sarebbe ridotto e le indagini non possono essere approfondite. Istruire i processi, quindi, è molto difficile. Su 130 sequestri, infatti, hanno la capacità di indagare solo su 30.