Il 14 giugno 2017 Egbert Alejandro Martina, Ramona Sno, Hodan Warsame, Patricia Schor, Amal Alhaag e Maria Guggenbichler hanno pubblicato una lettera aperta al Witte de With.

Co-firmata da molte altri artisti e attivisti, la lettera sfidava apertamente il Witte de With Center for Contemporary Art nell’aver affrontato un progetto artistico sulla decolonizzazione senza aver messo in discussione la propria stessa identità.

Il centro per l’arte contemporanea di Rotterdam prende infatti il nome da Witte Corneliszoon de With, un ufficiale di alto rango della marina coloniale che lavorava sia per la Compagnia olandese delle Indie Occidentali che per la Compagnia olandese delle Indie Orientali.

De With fu uno degli artefici della distruzione dell’allora città di Jayakarta (oggi Jakarta) e distrusse enormi piantagioni di chiodi di garofano in modo tale da preservare il proprio monopolio sul prezzo di quella spezia, ma sfavorendo così l’economia locale della colonia.

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La lettera non è rimasta inascoltata: è iniziato un dibattito sul processo di decolonizzazione e sulla necessità di una trasformazione istituzionale che affronti le questioni della rappresentazione, del patrimonio e del razzismo sistemico radicato nella cultura. Una discussione che ha portato la direzione del museo a decidere di cambiare nome il 7 settembre 2017.

Due sono i motivi che hanno portato al cambiamento: il fatto che il nome indichi la sede dell’istituzione e non la loro vocazione culturale. E il fatto che Witte de With potesse influire sulla ricerca dell’inclusività che caratterizza il lavoro del museo.

Il centro oggi ha deciso di accelerare il processo a seguito della vandalizzazione del centro artistico due settimane fa. Un attivista aveva lasciato delle impronte rosse sui muri esterni per rappresentare simbolicamente la violenza di cui de With si macchiò nelle colonie.

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Nel corso degli ultimi anni il Witte de With si è infatti impegnato in un sempre più aperto impegno pubblico: a oggi, i risultati includono la continua diversificazione del team, la creazione di un nuovo spazio di programmazione liberamente accessibile, MELLY, con una metodologia di apprendimento collettivo integrata, e l’espansione delle attività educative.

Il nuovo nome non è ancora stato deciso e i suggerimenti sono aperti al contributo di chiunque: c’è tempo infatti fino al 19 settembre per esprimere la propria preferenza sulla petizione creata.

Il museo può ancora essere trovato sui social media sotto il nome di Precedentemente noto come Witte de With Center for Contemporary Art. Il nuovo nome diventerà effettivo il 27 gennaio 2021.