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De Uitkijk, l’anima giovane della più vecchia sala d’Olanda

Inaugurata nel 1929, la prima sala dei Paesi Bassi è gestita da un gruppo di studenti



di Martina Bertola

© Cherry Kaur

Nel cuore di Amsterdam, sul Prinsengracth, c’è un pezzo di storia dell’Olanda. Si chiama De Uitkijk ed è la più antica sala cinematografica dei Paesi Bassi, aperta nel 1929. Qui, per la prima volta, si è pensato di dare una fissa dimora al cinema, che fino a quel momento aveva girovagato per il paese offrendo solo spettacoli itineranti.

Nel 1912 diventa cinema a tutti gli effetti con il nome di De City Bioscoop, ma è solo 17 anni dopo che nasce la vera anima del De Uitkijk: non stiamo, infatti, parlando di una semplice sala cinematografica ma di un’esperienza molto diversa. Il suo fondatore Mannus Franken, fin dall’inizio ha voluto mettere le cose in chiaro: bisogna vedere arte, non solo intrattenimento. Franken voleva imitare i cinema d’avanguardia parigini e offrire ai suoi spettatori esempi artistici con un significato.

Questo principio è quello che guida ancora oggi i gestori del cinema nel selezionare le proiezioni. Ma chi sono questi gestori? Cinefili incalliti sicuramente ma di professione studenti universitari. E non parliamo di una manciata di volonterosi appassionati ma di un lavoro di gestione vero e proprio. Il De Uitkijk fa capo al projecten Kriterion, ma tutto è affidato alle cure di questi studenti-lavoratori.

Jazzy, studentessa di storia dell’arte, spiega che ognuno ha le sue specialità; chi si occupa dei manifesti, chi del bar e della biglietteria, chi dell’amministrazione, chi della programmazione. Sono gli stessi studenti a manovrare i proiettori, compreso quello più vecchio che permette di proiettare le pellicole in 35 mm. Per questo motivo è un lavoro aperto a qualsiasi studente, indipendentemente che studi cinema o meno; nella gestione si va incontro alle capacità e agli interessi di tutti.

“Ci mettiamo davvero il cuore” dice, “questa per me è quasi una seconda casa”. E non ha torto, vista l’atmosfera “casalinga”, che si respira nel piccolo ingresso. La fiducia che viene data agli studenti è molta ma ben ripagata. Da una parte c’è la volontà di impegnarsi, di imparare un qualcosa di nuovo, dall’altra la varietà di interessi. Il ricambio costante di persone (si può lavorare lì solo finchè si è studenti), portano in continuazione nuove idee e nuova linfa agli eventi.

Il De Uitkijk offre una programmazione “normale”, proponendo le ultime uscite, sempre scelte con il criterio di film che fanno pensare. Parallelamente a questa il venerdì è serata speciale con il Cafè Cineville. Si proietta un film scelto con attenzione, in genere un classico, in un’atmosfera da cineforum. A questo si aggiungono altri eventi tematici, come cicli sul cinema latino, oppure con tema filosofico. Chi ne ha la competenza, come membri dell’UVA o della Film Academie, contribuisce con interventi o presentazioni.

Jazzy parla con  passione, “sai sono qui quasi tutti i giorni” e racconta che la selezione annovera anche molti film italiani, “dai classici a Sorrentino”. Una vera esperta che oggi ha scoperto, da noi, qualcosa di nuovo: non sapeva, infatti, che la pellicola, pronta per essere montata sul proiettore, in italiano viene definita “pizza”. E’ rimasta colpita a tal punto da aver promesso di importare il termine nel lessico tecnico di Uitkijk. Quando si dice “esportare il made in Italy”.



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