Un museo danese  ha prestato all’artista locale Jens Haaning circa 70.000 euro in banconote per due tele piene di soldi. L’opera doveva proprio essere così: tele piene di banconote vere.

Era previsto che Haaning riproducesse due dei suoi primi lavori per il Kunsten Museum of Modern Art di Aalborg, in Danimarca, incorniciando euro e corone per rappresentare lo stipendio medio annuo di Austria e Danimarca. Un lavoro “costoso”, per il quale il museo gli ha prestato i soldi per ricreare l’opera.

E qui il colpo di scena: allestita la mostra e scoperte le tele, i soldi posizionati all’interno dell’opera sono spariti. Chi li ha presi? Chi si è introdotto nel museo? Una mail inviata dallo stesso Haaning ha spiegato l’arcano: nessun ladro, ha spiegato l’artista, ma lui stesso ha preso “in prestito” il denaro in “nome dell’arte”. Anzi no, lo trattiene in nome dell’arte”, dice al Guardian.

“Ho scelto di creare una nuova opera d’arte per la mostra invece di ripropore rispettivamente opere vecchie di 14 e 11 anni. Queste tele sono una risposta al concetto della mostra e alle opere che avrebbero dovuto esserci“, afferma l’artista secondo AD.

Il museo danese tuttavia non è soddisfatto dell’azione di Haaning. “Non siamo un museo ricco”, ha detto al Guardian il direttore Lasse Anderson. “Dobbiamo tenere d’occhio i nostri soldi”. Sperano di riavere i soldi prima del 16 gennaio. “Altrimenti dovremo denunciarlo”.

Secondo Haaning, questo è esattamente il lavoro al centro della mostra con un titolo abbastanza esplicativo: ‘Take the Money and Run’. L’artista dice che il quid della mostra era proprio questo: un gesto di protesta contro il capitalismo e una disputa tra un museo e un artista sugli obblighi contrattuali si adatta perfettamente.

“Non avrei potuto fare un lavoro migliore per il museo di quello che hanno ottenuto”, ha detto Haaning alla CNN. “Non ho rubato soldi, ho fatto arte. Forse è dieci o cento volte meglio di quello che avevamo in mente. Qual è il problema adesso?”