The Netherlands, an outsider's view.

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CULTURE

Dalle ex colonie alla terra promessa: come sono arrivati migliaia di uomini e donne nei Paesi Bassi?

CoverPic | Author: Nationaal Archief | Source: Wikimedia | License: CC 1.0

Nel 1930 nel porto di Amburgo i cantieri Blohm e Voss salpano la nave passeggeri Monte Rosa. Dopo aver operato come imbarcazione di linea per il trasporto degli emigrati tedeschi in Sudamerica negli anni ’30 e per il trasporto delle truppe tedesche durante la guerra, il Monte Rosa viene acquisita dal governo britannico come risarcimento di guerra ed è ribattezzata Empire Windrush. Nella sua nuova vita la nave ha giocato un ruolo fondamentale nella vita del Regno Unito: il 22 giugno del 1948 a Tilbury sbarcano 1027 passeggeri giamaicani, il primo grande gruppo di immigrati delle Indie Occidentali. Degli oltre mille uomini e donne, quasi 700 decidono di stabilirsi definitivamente nel Regno Unito, ancor prima che il parlamento inglese ratificasse l’atto con cui riconosceva la cittadinanza britannica anche ai cittadini delle colonie di Sua Maestà.

L’Empire Windrush ha continuato a fare la spola tra le colonie caraibiche britanniche e la madrepatria fino al 1954 quando è affondata nel Mediterraneo. Nel 2018 lo scandalo Windrush – ingiuste detenzioni, diritti negati, addebito di costi sanitari incongrui e l’espulsione di 83 persone operata dal Ministero dell’Interno inglese tra le fila della “generazione Windrush”, cittadini britannici figli del Commonwealth arrivati nel Regno Unito prima del 1973, ha portato alle dimissioni di Amber Rudd dalla carica di Ministro degli Interni nell’aprile di quello stesso anno.

Quella dell’Empire Windrush inglese è una vicenda nota. Molto meno conosciuta è invece la storia della “flotta coloniale olandese” che ha condotto nei Paesi Bassi decine di migliaia di uomini e donne dalle Molucche e dal Suriname.

Dalle Molucche ai Paesi Bassi

La nave olandese Kota Inten è celebre per aver trasportato per due volte i soldati molucchesi e le loro famiglie da Giava ai Paesi Bassi. Nata come nave da carico, la Kota Inten viene riadattata al trasporto dei passeggeri quando nasce l’esigenza di muovere le truppe nelle colonie delle Indie Orientali. 

Repatriering Ambonnezen, Rotterdam 21/22-03-1951.Het schip de “Kota Inten”.K.N.I.L.militairen, marine mensen | Source: Nationaal Archief | Flickr

Memorabile è il suo viaggio ad Ambon, dove il 14 maggio 1950, alla vigilia dell’attacco dell’Indonesia alla Repubblica Maluku Selatan (RMS) raccoglie oltre 230 olandesi e alcune famiglie missionarie americane.

Con una capienza di 1750 passeggeri, la Kota Inten, insieme alle sue dieci sorelle, ha condotto nei Paesi Bassi oltre 12.000 persone ed è la stata la prima e ultima nave della flotta ad entrare nel porto di Rotterdam (rispettivamente il 21 marzo e il 21 giugno 1951).

Author: Joop van Bilsen | Source: Wikimedia | License: CC 1.0

Dopo i due viaggi è stata riconvertita nuovamente in nave merci per poi essere smantellata a Hong Kong nel 1957.

Il ponte aereo della speranza tra Paramaribo e Amsterdam

Da un certo punto di vista, ancor più sorprendente è la vicenda che riguarda il “ponte aereo” dal Suriname a pochi mesi dall’indipendenza della colonia nel novembre del 1975. 

Storicamente il primo volo dalla “madrepatria olandese” era già atterrato a Paramaribo nel dicembre 1934, cinque giorni dopo aver lasciato la capitale olandese. All’aeroporto di Zanderij, migliaia di persone salutavano l’evento sventolando bandiere olandesi.

Ufficialmente la tratta tra Olanda e Suriname, passando per Curaçao e Trinidad, viene inaugurata da KLM (Koninklijke Luchtvaartmaatschappij) nel 1939.

Quando nel 1974 il neo-elettoPrimo Ministro surinamese Henck Arron annuncia che l’indipendenza dalla madrepatria olandese sarebbe stata ottenuta da lì a poco, la popolazione locale reagì con molto meno entusiasmo: soprattutto la componente indo-surinamese, preoccupata dal rischio di una dittatura creola e dal fatto che nessun indo-discendente fosse rappresentato nella coalizione dei due partiti al governo, decide di abbandonare in massa la colonia alla volta dei Paesi Bassi.

Le case vengono messe in vendita in fretta e furia, moltissimi si affollano nelle agenzie di viaggio e all’ufficio passaporti.

I voli dal Suriname all’Olanda vengono completamente prenotati nel giro di poche settimane e si deve ricorrere a voli supplementari. Nel 1974 partono quasi 18.000 cittadini, ancora nulla rispetto ai 40.000 dell’anno successivo.

Con l’indipendenza del Suriname nel 1975, il governo olandese ha voluto immediatamente porre fine alla cittadinanza per gli ex sudditi, per evitare ulteriori ondate migratorie. Nel 1976 su raccomandazione del Ministero dei Trasporti olandese, la frequenza dei voli tra Amsterdam e Paramaribo delle due compagnie aeree nazionali KLM e Surinaamse Luchtvaart Maatschappij (SLM, Surinam Airways) aumenta a tre alla settimana (durante le vacanze quattro voli settimanali), dopo aver strappato un accordo per una riduzione delle tariffe sulla rotta di “solo ritorno”.

 

Ma ovviamente il tragitto non è così affollato come quello di andata, nonostante il landingspremie (una somma di denaro corrisposta dal governo olandese a chi decidesse di far ritorno in Suriname per coprire i costi del volo e una nuova vita nella “propria terra”).

Alla fine, tra il 1970 e il 1980 quasi 300.000 persone arrivano nei Paesi Bassi, quasi la metà della popolazione della ex colonia.