“Nel nostro incontro con la tribù Standing Rock Sioux, il 10 febbraio scorso, abbiamo discusso del percorso deciso per il progetto del gasdotto” scrive ING in un comunicato stampa, annunciando l’intenzione di ritirarsi dal progetto di finanziamento del controverso gasdotto che dovrebbe attraversare un’area di grande valore per la Riserva.

La banca olandese era nella bufera da qualche settimana, dopo l’annuncio dell’amministrazione Trump di voler riprendere a tappe forzate il progetto approvato e poi sospeso da Barack Obama. Vista l’indifferenza al dialogo, da parte del governo americano, gruppi di pressione avevano fatto appello ai finanziatori affinchè si ritirassero dal progetto.

Dopo molte pressioni, ABN Amro, che non aveva un diretto coinvolgimento nel progetto, aveva deciso di fare un passo indietro ritirando la sua partecipazione ad un fondo d’investimento parte dell’operazione. Rimaneva, quindi, ING e il suo investimento di 120 milioni di dollari: a differenza di ABN Amro, ING aveva fatto sapere di non potersi ritirare. Dopo settimane di proteste da parte di associazioni ambientaliste e correntisti della banca arancione, l’Istituto ha deciso il dietro-front “Oggi, ING ha firmato un accordo per vendere il prestito.”