Il premier Mark Rutte sapeva da settimane delle prossme dimissioni dell’ex ministra Cora van Nieuwenhuizen che aveva ottenuto un nuovo lavoro come lobbista. Perchè, allora, non l’ha spinta a dimettersi immediatamente, si chiedono giuristi e costituzionalisti, dice NOS.

La Van Nieuwenhuizen (VVD) ha potuto partecipare a importanti riunioni ministeriali, raccogliendo informazioni preziose per il suo futuro lavoro come lobbista delle società energetiche. Rutte lo sapeva dal 23 luglio, dice NOS, ma ha comunque permesso alla sua collega di partito di partecipare a riunioni importanti. Ad agosto, ad esempio, c’erano ancora discussioni sui budget, che interessano anche il settore energetico, a cui era presente Van Nieuwenhuizen.

“Non è corretto, il premier deve spiegarlo”, afferma la deputata dell’SP Renske Leijten.   Anche la parlamentare PvdA ed ex presidente della Camera Khadija Arib vuole chiarezza: nelle interrogazioni parlamentari, chiede se Rutte condivide la sua opinione secondo cui non è auspicabile che i ministri ricevano informazioni che possano utilizzare nella loro posizione futura. E se è così, se Rutte ha fatto qualcosa per tenerla lontana da quelle informazioni

Tecnicamente non è illegale ciò che ha fatto Rutte. Ma è sicuramente fuori luogo. Inoltre esiste un “manuale per i ministri”: il libro azzurro (il vademecum per i ministri, ndr) infatti chiede ai ministri di segnalarmelo quando hanno colloqui per altri impieghi, ma non è un obbligo”.

Un conflitto di interesse nel conflitto di interesse, per la Nieuwenhuizen, è sorto quando è stata ministra dell’economia per cinque giorni: non avrebbe potuto ma secondo Rutte non ha adottato provvedimenti, quindi tutto ok.