The Netherlands, an outsider's view.

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SCIENCE

Da crisalide a farfalla. Maria Sibylla Merian, la donna che amava agli insetti

nel 1699 l'entomologa parte alla volta del Suriname per poter osservare dal vivo le trasformazioni e la vita di insetti e piante



Il 10 luglio 1699, la città di Amsterdam concede a Maria Sibylla Merian e alla figlia ventunenne Dorothea Maria di partire per il Suriname, allora colonia sotto la giurisdizione del centro olandese.

Scopo del viaggio è di trascorrere 5 anni a catalogare nuove specie di insetti esotici. L’entomologia, nata nel corso del ‘500, diventerà però centrale solo nel corso dell’ottocento, quando si comincia a comprendere l’importanza dello studio degli insetti dannosi all’economia umana. William Kirby e William Spence pubblicarono la loro Introduzione all’entomologia soltanto nel 1833.

Prima di Darwin, Humboldt e Audubon, Maria s’imbarca su una nave commerciale lasciando alle proprie spalle quelli che erano comunemente accettati come i doveri di una donna del settecento.

Maria Sibylla, tedesca di nascita, è stata un’entomologa rivoluzionaria: tredicenne già collezionava insetti e bachi da seta a Francoforte. Anche nei tre anni trascorsi a Wieuwerd nella Frisia con la comunità labadista, un movimento protestante nato in seno al calvinismo, la donna studia storia naturale e latino, la lingua con cui erano redatti i libri scientifici.

Dopo la morte della madre, Maria e le due figlie si spostano ad Amsterdam: dopo aver divorziato dal marito, la donna inizia a vivere vendendo i propri disegni e si trasferisce Nieuwe Spiegelstraat e poi a Kerkstraat.

Ad Amsterdam la naturalista osserva da vicino le preziose collezioni di Nicolaas Witsen, all’epoca borgomastro della città e direttore della Compagnia delle Indie Orientali, e di Jonas Witsen, segretario comunale. Tra le centinaia di insetti catalogati, per quanto stupefacenti, non c’era traccia del loro sviluppo: da crisalide a farfalla, il percorso non era affatto chiaro. Di cosa si cibassero gli uccelli, quanto tempo fosse necessario per la schiusa di un bozzolo, in cosa differisse la vita del Nuovo Mondo rispetto ai giardini della vecchia Europa? Tanti quesiti che all’epoca non avevano una risposta.

Venduti 255 quadri in suo possesso per finanziare la missione, Maria Sibylla arriva in Suriname il 18 o il 19 settembre del 1699: qui trascorrerà due anni osservando, disegnando e catalogando rare specie di insetti e piante, annotando anche il loro nome e gli usi che ne facevano le popolazioni indigene.

Se Amsterdam attirava artisti e mercanti da tutta Europa, il Suriname richiamava avventurieri e pirati, sognatori e intrallazzatori. Sul suo confine nord-occidentale, secondo alcuni racconti, si nascondeva il mitico El Dorado, una città dall’oro così abbondante che ci poteva pavimentare le strade. Un luogo in cui i commercianti regalavano oro in cambio del più prezioso ferro. Gli Amerindi non avrebbero potuto raccontare una storia più allettante, neanche se avessero attinto direttamente alle più recondite fantasie europee.

Nel Suriname Maria Sibylla fa un’esperienza di vita. Gli stessi insetti sono più audaci e indomabili. Non rispettano l’autorità umana. Le zanzare occupano distese di foresta e paludi in riva all’oceano, vietando l’accesso con i loro densi sciami a chi volesse avventurarsi in zone inesplorate. Le vespe circondavano la donna mentre dipingeva, costruendo nidi di fango nelle vicinanze. Quando l’umidità aumentava, le formiche del legno tappezzavano il pavimento e le pareti delle case, divorando tutti gli esemplari di insetti chela naturalista lasciava senza protezione.

A differenza dei suoi colleghi naturalisti – Jan Swammerdam, Marcello Malpighi e Robert Hooke – che lavoravano di bisturi per cercare i segreti della natura sotto la “pelle” degli insetti, Maria preferisce osservarli nel loro habitat naturale.

Finanziata in parte dalla Compagnia delle Indie Occidentali, il suo lavoro meticoloso veniva spesso schernito da chi nel Suriname vedeva soltanto una miniera di zucchero.

Nel giugno del 1701 Merian contrae la malaria ed è costretta a tornare anzitempo nei Paesi Bassi: ad Amsterdam apre un negozio che vende esemplari di insetti e incisioni di piante tropicali.

Nel 1705 pubblica Metamorphosis Insectorum Surinamensium, un volume enciclopedico sulla vita degli insetti in Suriname. All’epoca immagini a colori del “nuovo mondo” erano assai rare e i disegni di Maria sono diventati ben presto un punto di riferimento per tutti i naturalisti successivi. Il volume è rimasto per secoli una pietra miliare della storia naturale. Lo stesso Linneo, nelle sue classificazioni degli organismi viventi, preferisce usare i disegni della naturalista invece delle collezioni a sua disposizione.

Nel corso dei secoli, i lavori pionieristici di Maria Sibylla hanno attirato detrattori oltre che ammiratori entusiasti: Nabokov, per fare un esempio, scopre un libro di Merian in cantina e ne rimane incantato.






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