di Martina V.

 

“E’ un brav’uomo, faceva buone pizze e se poteva aiutarti, ti aiutava”,  “Il mafiabaas (boss mafioso nella vulgata olandese) non era un mafiabaas e poi i media la fanno un pò trágica”. Questi alcuni commenti sui social di  utenti italiani nei Paesi Bassi a proposito della vicenda di  Rocco Gasperoni, il ristoratore settantatreenne arrestato mercoledi dalla polizia olandese in coordinamento con le autorità italiane e con Europol. A sostenere che fosse solo un tranquillo signore italiano, un buon pizzaiolo dai modi gentili oltre che un ottimo imprenditore, lo confermano i vicini e i clienti del locale di sua proprietà  sentiti da AD.

In realtà Gasperoni aveva una lunga storia criminale da nascondere; originario di Reggio Calabria ma trasferito negli anni settanta a Torno, si era affiliato agli ndranghetisti della cupola Belfiore. Nel 1997 era stato arrestato per traffico di stupefacenti e accusato di aver trasportato una tonnellata e mezzo di hashish tra Olanda, Spagna e Italia. La condanna definitiva a 14 anni e otto mesi di prigione era arrivata però solo nel 2007, insieme ad un’ulteriore condanna a 4 anni per bancarotta fraudolenta. Peccato che Gasperoni, rilasciato dagli arresti domiciliari per decorrenza dei termini nel 2001 fosse già da un pò nei Paesi Bassi, dove una rete di buoni contatti gli aveva garantito protezione.

Il signor Gasperoni in tutti questi anni non ha vissuto nascosto, ma ha fatto quello che tutti si aspettano da un qualunque immigrato italiano di prima generazione nel Nord Europa: ha aperto una pizzería. Si chiamava Rocco’s Pizza, la gestiva insieme alla moglie ed era situata in Stevinstraat, uno dei quartieri piu’ esclusivi de L’Aja.

Il caso Gasperoni ha tenuto impegnate a lungo le autorità italiane e quelle olandesi. La prima richiesta di estradizione era stata rigettata a causa di una cavillo amministrativo mentre una seconda, venne respinta per decorrenza dei termini. La controversia è stata infine risolta grazie soprattutto all’intervento di Europol, il coordinamento europeo della polizia che ha sede proprio a L’Aja, e al suo magistrato olandese di collegamento a Roma.