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D66: è tempo di “terapia d’urto rosa” nella dirigenza delle grandi aziende olandesi

Il partito olandese D66 vorrebbe introdurre una legge che obbliga le aziende a rispettare quote rosa per donne che coprono ruoli manageriali. Secondo la parlamentare Vera Bergkamp, le norme vigenti sono insufficenti. Inoltre, le quote sarebbero necessarie per una maggiore parità di genere nel mercato del lavoro, NOS riporta

Le maggiori imprese in Olanda hanno fissato l’obiettivo di aumentare del 30% il numero di donne in posizioni da dirigenti entro il primo gennaio del 2020. La maggior parte delle aziende non è neanche lontanamente vicina a raggiungere l’obiettivo.

Agli inizi questo mese, il Female Board Index 2019 ha indicato che la percentuale di donne ai vertici e quelle nel consiglio di amministrazione delle grandi aziende sarebbe aumentato in tutte le 88 compagnie quotate. Tra i 29 nuovi direttori nominati nell’ultimo periodo di designazione ci sono 7 donne. Di conseguenza, la rappresentanza femminile è aumentata dal 5.7 al 8.5%. Il numero sarebbe potuto essere di gran lunga superiore: secondo l’indice, ciò sarebbe stato possibile se 71 aziende senza nessuna donna nel consiglio, non avessero nominato 19 nuovi direttori. Solamente 6 delle 88 società quotate raggiungeranno l’obiettivo del 30% prima del 1 gennaio.

Secondo Bergkamp, c’è bisogno di una terapia d’urto che possa rompere l’attuale status quo. “Una quota rosa temporale è quella terapia d’urto,” ha dichiarato. Le aziende dovrebbero avere due periodi di designazione- un totale di 8 anni- per raggiungere la quota. Se le aziende continuano a nominare troppi uomini, il governo dovrebbe essere in grado di cancellare la loro nomina, cosi sostiene la parlamentare.

Il D66 pensa che ai vertici del settore pubblico ci dovrebbero essere 40% di donne, come al governo. Secondo la proposta, dopo 12 anni il governo potrà decidere se eliminare le quote o mantenerle in vigore.

Ma la misura non gode di ampio consenso: secondo la stampa olandese, infatti, mancherebbe la maggioranza per sostenere questa riforma.

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