Un soldato venezuelano giunto tramite un imbarcazione di fortuna a Curaçao, ha presentato formalmente ai Paesi Bassi richiesta d’asilo. Il diciannovenne ex sergente, dice a Curaçao Chronicle, che in aprile ha assistito alla manomissione dei computer elettorali da parte del governo del presidente venezuelano Nicolas Maduro.

Secondo il suo racconto, i suoi colleghi presenti sul posto sarebbero stati uccisi o sono scomparsi senza lasciare traccia. Il venezuelano teme per la sua vita e quindi è fuggito a Curaçao.

Stando al portale dell’isola caraibica, il giovane avrebbe spiegato alla polizia locale la sua vicenda ma per il momento rimane detenuto nel carcere per immigrati. Curaçao, infatti, benchè sia una delle nazioni che compongono i Paesi Bassi non ha mai ratificato la Convenzione di Ginevra sui rifugiati. Il coinvolgimento di Den Haag, e del ministero degli esteri olandese nella vicenda, è ancora incerto.

Il 19enne, dice ancora Curaçao Chronicle è riuscito a raggiungere un avvocato nel carcere  tramite un telefono cellulare, che ha presentato la domanda di asilo per lui.

Achim Henriquez, legale per i diritti umani, teme che il venezuelano venga comunque espulso. “Ciò significherebbe che Curaçao violerebbe i diritti umani, e l’articolo 3 e 5 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU) che vietano i respingimenti se esiste una reale possibilità che la persona venga torturata o uccisa.

Amnesty International Nederland ha svolto indagini a Curaçao negli ultimi mesi, dopo segnalazioni che l’isola, in violazione dei diritti umani, sta espellendo venezuelani in pericolo. Il rapporto sarà pubblicato il mese prossimo.

L’olandese IND assiste il servizio di immigrazione su Curaçao. Il Consiglio dei ministri olandese può essere ritenuto responsabile perchè aderisce al trattato della CEDU, per le violazioni da parte delle nazioni dei Paesi Bassi.