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Croazia dentro Schengen, Bulgaria (e Romania) fuori con veto dell’Olanda. Sofia minaccia ritorsioni

Author: Jaime Jover Source: Flickr License: CC 2.0

Croazia dentro Schengen dal I gennaio, Romani e Bulgaria no. Il veto di Austria e Paesi Bassi (l’Olanda solo per la Bulgaria) ha fatto saltare l’ingresso nella zona senza controlli alla frontiera, annunciato nei giorni passati, dice EuroNews.

Le votazioni si sono svolte giovedì pomeriggio a Bruxelles durante una riunione tra i ministri degli Interni.

La Commissione europea, incaricata di valutare le candidature Schengen, ha dichiarato che i due paesi sono pronti a entrare a far parte dell’area senza passaporti almeno dal 2011 ma le decisioni sono unanimi e basta il no anche di un solo stato.

Negli ultimi anni, paesi che in precedenza erano contrari all’allargamento di Schengen, come Finlandia, Danimarca, Svezia e Belgio, hanno ammorbidito le loro posizioni, aumentando le probabilità di un esito positivo, dice il portale. Francia e Germania, gli stati più influenti del blocco, quest’anno avevano espresso il loro sostegno a Romania e Bulgaria.  

L’opposizione dell’Austria, che ha sorpreso molti a Bruxelles come emersa solo nelle ultime settimane, si basa sul timore di un nuovo afflusso di richiedenti asilo attraverso sulla rotta dei Balcani occidentali.

Bucarest ha contrastato con veemenza le affermazioni di Vienna, sostenendo che la Romania non fa parte della rotta dei Balcani occidentali e che diversi rapporti pubblicati dalla Commissione europea e missioni conoscitive di esperti hanno dimostrato che il paese è ben preparato a gestire le sue frontiere esterne.

Frontex, l’agenzia di controllo delle frontiere dell’UE, considera la Romania e la Bulgaria come parte della rotta dei Balcani occidentali, ha detto un portavoce a Euronews. Nei primi 10 mesi di quest’anno, il percorso ha visto oltre 128.000 attraversamenti di frontiera, un aumento del 168% rispetto allo stesso periodo del 2021.

La Bulgaria ha annunciato “ritorsioni” contro l’Olanda. La prima, potrebbe essere quella di bloccare la candidatura di un olandese come direttore di Frontex, l’agenzia UE di sorveglianza delle frontiere, dice Euractiv.

Durante il fine settimana passato, il presidente Rumen Radev aveva descritto la posizione dei Paesi Bassi come “cinismo” e il ministro della Giustizia Krum Zarkov come “suggerimenti inammissibili” le affermazioni del premier Rutte che suggerivano alti livelli di corruzione dei suoi funzionario. Il procuratore capo dello stato Ivan Geshev ha chiesto prove ai Paesi Bassi che il confine bulgaro può essere attraversato “con una banconota da 50 euro”.

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