The Netherlands, an outsider's view.

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Critiche contro il sistema di sorveglianza anti-corona: troppo invasivo e per troppo a lungo

I parlamentari di D66, ChristenUnie e SP sono critici nei confronti di un decreto che consentirà all’Istituto di sanità RIVM di accedere ad informazioni delle utenze di telefonia, per tracciare la diffusione del corona. Il deputato D66 Kees Verhoeven non è convinto che questo monitoraggio della popolazione sia necessario, ha detto al Telegraaf.

La sottosegretaria Mona Keijzer  ha presentato il decreto venerdi che prevede l’obbligo per i provider di telecomunicazioni di cooperare con lo Stato. I dati saranno raccolti in forma anonima e RIVM potrà quindi utilizzarli per vedere, ad esempio, se grandi gruppi di persone provenienti da un comune si sono recati in un altro comune. L’idea è che questo può aiutare a mappare meglio la diffusione del coronavirus se ci sarà un nuovo focolaio.

Verhoeven ha definito questa legge di emergenza un “modo piuttosto approssimativo” per tenere traccia dei movimenti delle persone. “Fondamentalmente, otteniamo i dati sulla posizione dei telefoni di tutti”, ha detto al giornale. Secondo il ChristenUnie, la possibilità di sorvegliare per un anno i cellulari è troppo. Ok alla misura ma non per così a lungo

Il deputato SP Frank Futselaar vuole sapere esattamente qual è lo scopo del governo con questa legge. “Questo non sembra tanto seguire il virus, ma soprattutto verificare se le persone aderiscono alle restrizioni – corona”. Il parlamentare vuole saperne di più.

L’autorità olandese per la protezione dei dati AP sta ancora valutando la legge di emergenza, sebbene il presidente Aleid Wolfsen abbia precedentemente criticato l’idea alla base. “Si tratta della privacy di tutti e la partecipazione non è volontaria”, ha affermato.