I Paesi Bassi andranno alle urne tra 22 giorni e la campagna elettorale è giunta ad un punto cruciale. L’associazione dei manager ritiene che il primo ministro Mark Rutte debba rimanere in carica anche nel prossimo esecutivo: questo il risultato di un sondaggio realizzato dal quotidiano Financieele Dagblad su un campione di 4.000 manager olandesi.

Uno su tre degli intervistati, circa il 33%, ha dichiarato che il 15 marzo voterebbe ancora per il VVD di Rutte. Numeri di gran lunga inferiori al 44% dei consensi che Rutte aveva raccolto prima delle elezioni  del 2012.

I cristiano democratici del CDA, i liberal progressisti del D66 e il partito anti-Islam PVV, ottengono tutti circa il 10% nel sondaggio dell’FD.

Le principali questioni elettorali, secondo i datori di lavoro, sono il rilancio dell’occupazione ed il controllo sull’immigrazione. E intanto, il leader dei cristiano democratici, Sybrand Buma, ha respinto l’apertura da parte dei socialisti, di GroenLinks e del Pvda circa la possibile formazione di un gabinetto di centro-sinistra. “È un’idea ridicola”, ha detto Buma al  Telegraaf. Mentre da un lato ci sono alcune politiche condivise – per quanto riguarda ad esempio la sanità – i cristianodemocratici non sono di sinistra e non ne sosterranno un programma, ha tagliato corto Buma.