Il premier Mark Rutte ha reagito all’attacco di USA, Francia e UK all’indirizzo di presunti siti per la produzione di armamenti chimici, dichiarando di comprendere le ragioni dei tre paesi alleati.  Commentando l’attacco, lo ha definito “nelle attuali circostanze proporzionale e ben ponderato”.

“Il governo ritiene probabile che sia stato usato gas tossico e che il regime siriano sia dietro a questo atto. La comunità internazionale non può accettarlo “, ha detto alla stampa il premier olandese.

Secondo Rutte, i Paesi Bassi sono impegnati come membro del Consiglio di sicurezza dell’ONU per l’avvio di un’indagine indipendente.

“Ma l’azione nel Consiglio di sicurezza sulla Siria è bloccata dal veto russo. La Russia ha usato il suo veto dodici volte, sei volte quando si trattava di armi chimiche. Ancora una volta viene rallentata la ricerca della verità”, ha concluso il primo ministro olandese.

Critiche dall’opposizione: Bram van Ojik, deputato del Groenlinks ha anche messo in discussione l’utilità dell’attacco: “Finché non ci sarà una strategia politica coerente, una risposta militare isolata non avvicinerà una soluzione al conflitto siriano”.

I Socialisti SP, ritengono l’attacco un atto irresponsabile e auspicano che il governo lo condanni; la deputata Sadet Karabulut sottolinea che gli esperti stanno lavorando alla ricerca delle responsabilità sull’attacco di Douma. 

Secondo il D66, gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e la Francia sono stati costretti a inviare un segnale militare pur senza un mandato. “Mi sento a disagio, ma in considerazione delle numerose violazioni l’attacco non è incomprensibile”, afferma il deputato D66 Sjoerd Sjoerdsma. 

In mezzo la posizione di Geert Wilders, che non condanna l’attacco ma invita il governo a rimanere fuori dalla questione.